Queen – Live At The Rainbow ‘74

queen-live-at-rainbow-74-recensione 5/5
Finalmente possiamo ascoltare un doppio album live - semplicemente splendido - che copre gli anni precedenti al boom di vendite e che ci lascia solo intuire la grandezza di una band che già all’epoca aveva pochi rivali.

Finalmente. Questa la prima parola a venire in mente nell’inserire nello stereo un nuovo live dei Queen non registrato nel corso degli anni ottanta. Finalmente perché, se escludiamo l’ottimo “At The Beeb”, era dai tempi di “Live Killers” che non avevamo tra le mani registrazioni dal vivo di quello che per molti resta uno dei periodi più splendenti della carriera di Freddie Mercury e compagni. D’altra parte, rimettere le mani negli archivi per tirarne fuori l’ennesimo show del “Live Magic” non avrebbe avuto alcun senso. Ecco allora che quello ci troviamo ad ascoltare è un doppio album semplicemente splendido, che copre finalmente gli anni precedenti al boom di vendite e che ci lascia solo intuire la grandezza di una band che già all’epoca del secondo album dal vivo aveva pochi rivali, sia in patria che nel resto d’Europa. Sconvolgente è soprattutto la fedeltà delle esecuzioni, in particolare di brani come “Ogre Battle” o “The Fairy Feller’s Master Stroke”, che si differenziano pochissimo dalle versioni da studio e che ancora una volta dimostrano quanto fosse riduttivo relegare la band a mera imitazione dei Led Zeppelin. Domenica 31 marzo 1974 i Queen si esibirono al Rainbow Theatre di Londra per registrare quello che nella mente della band e della loro casa discografica sarebbe dovuto diventare il terzo album ufficiale. Lo show fu strabiliante ma l’idea di pubblicarlo slittò perché la creatività della band era così travolgente in quegli anni da far passare in secondo piano ogni idea che non comprendesse nuovo materiale da studio. Vide così la luce “Sheer Heart Attack” e meno male ci viene da dire, visto che il progetto Rainbow venne semplicemente posticipato e francamente senza quelle registrazioni abbiamo potuto vivere fino ad oggi, mentre senza l’album di “Killer Queen” forse oggi staremo parlando di un’altra storia. Ad ogni modo, nel novembre dello stesso anno la band tornò sul luogo del delitto e il doppio album in uscita può così testimoniare entrambe le serate. Così come il video, circolato in VHS in versione ridotta all’inizio degli anni novanta e ora finalmente completo e digitalizzato. Se si escludono i tanti bootleg circolati nei decenni, mai si era sentito cantare così Freddie Mercury in una pubblicazione ufficiale, né tanto meno potremo sentire mai più Roger Taylor coprire tutti i cori uccidendosi la gola come in quegli anni. Ora e sempre, God Save The Queen.


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