Rage Against The Machine Rage Against The Machine XX

5/5
Serviva una ristampa del debutto dei Rage Against The Machine, l’omonimo album uscito nel 1992? E soprattutto una sua rimasterizzazione? La risposta è secca ed una sola: no. Il motivo è semplice: quel lavoro già in origine andava bene così. Gia vent’anni fa, infatti, “Rage Against The Machine” era un vero e proprio Bignami della

Serviva una ristampa del debutto dei Rage Against The Machine, l’omonimo album uscito nel 1992? E soprattutto una sua rimasterizzazione? La risposta è secca ed una sola: no. Il motivo è semplice: quel lavoro già in origine andava bene così. Gia vent’anni fa, infatti, “Rage Against The Machine” era un vero e proprio Bignami della produzione discografica, un vero e proprio oggetto di studio partorito da un giovane quartetto destinato, da lì a pochi anni, a diventare il gruppo politicizzato più affermato di sempre. E’ proprio per questa ragione che il lavoro fatto per l’album vero e proprio è trascurabile, in un remaster che non stravolge la natura iniziale e che porta, alla fine, ad un risultato finale un po’ più “pieno” a livello di muro di suono. La cosa interessante del progetto “Rage Against The Machine XX” è tutto ciò che sta attorno: un cd di live e demo e ben due DVD.

Mettendo da parte le due esibizioni su DVD (dalla loro prima esibizione del 1991, già rintracciabile su YouTube in passato, alla “Battle Of Britain” a Finsbury Park del 2010) e la raccolta di video (tutto materiale già noto ai fan), la parte più interessante dell’intero cofanetto è il secondo cd, che ci presenta il demo completo composto da una band che già prima di entrare in studio aveva già ben chiaro in testa il risultato finale. Pur con i mezzi limitati dovuti a delle fasi preliminari di lavorazione (che hanno portato, ad esempio, ad una voce di De La Rocha troppo ricca di riverbero), la cosa che sorprende è che molti brani non hanno subito alcuna variazione o, al massimo, alcuni accorgimenti dovuti al maggior budget a disposizione. E così scopri che “Bombtrack” e “Bullet In The Head” erano vere e proprie mazzate già come demo, e che “Take The Power Back“, escludendo l’assolo di Morello rivisto successivamente, è praticamente identica alla versione studio. A fronte di un’ossatura già ben delineata, troviamo spazio ad alcuni lampi di genio, come una “Know Your Enemy” stravolta in studio e che, nei progetti iniziali, non presenta le urla finali di De La Rocha e il bridge costruito su misura per Maynard James Keenan.

Demo di altissima qualità nei quali trovano spazio anche degli episodi solamente interessanti, come ad esempio “Auto Logic” e “The Narrows” che, di fronte all’eccellenza, suonano come dei filler. Ma sono altri i brani poco conosciuti che attirano l’attenzione: dal mix Zeppelin/reggae di “Mindset’s A Treath” alla combo “Darkness Of Greed” e “Clear The Lane” che, pur essendo già state edite (la prima come soundtrack de “Il Corvo” e la seconda come b-side di un singolo), avrebbero meritato spazio come undicesima e dodicesima traccia di “Rage Against The Machine”.

“Rage Against The Machine XX” è il miglior metodo per celebrare il ventennale di uno degli album più importanti degli anni Novanta: affiancato all’ originale in versione rimasterizzata, troviamo infatti materiale fino ad oggi reperibile solo nei circuiti di collezionismo e con il quale possiamo comprendere al meglio il percorso creativo che ha portato alla creazione di un disco indimenticabile.

Nicola Lucchetta

Rage Against The Machine – Killing In The Name on MUZU.TV.

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