Them Crooked Vultures – Them Crooked Vultures

4/5
Un bel disco scazzone denso di classe. E’ così che si presenta il debutto discografico della superband Grohl-Homme-Paul Jones. Sin dall’opener, con tanto di filler conclusivo di Dave da panico, si intuiscono le coordinate su cui si muoverà tutto il platter: mood psichedelico, rock anni settanta a nastro, jam collettive alla base delle strutture dei

Un bel disco scazzone denso di classe. E’ così che si presenta il debutto discografico della superband Grohl-Homme-Paul Jones. Sin dall’opener, con tanto di filler conclusivo di Dave da panico, si intuiscono le coordinate su cui si muoverà tutto il platter: mood psichedelico, rock anni settanta a nastro, jam collettive alla base delle strutture dei pezzi, attitudine e tanto fumo, alcol e chi più ne ha più ne metta.

Abbastanza difficile isolare episodi, visto che anche nei passaggi più fuori di testa (Interlude su tutti) si mantiene un livello qualitativo elevato, specialmente per i più nostalgici. Tuttavia menzionare Elephant è d’obbligo: semplicemente imprescindibile, un autentico monumento rock fatto e finito, che dovrebbe essere insegnato nelle scuole e dimostra come sia possibile, nel 2009, fare ancora Rock denso di sudore, variazioni d’atmosfera e coinvolgimento senza eguali.

Sarà che suonare insieme a una leggenda vivente con John Paul Jones avrà ispirato e gasato oltre ogni misura quelli che sono, sostanzialmente, rock star ormai arrivate, ma è percepibile a ogni nota presente nel cd l’entusiasmo che ha coinvolto Grohl e Homme nella creazione e nell’impasto di riff e ritmi che compongono Them Crooked Vultures.

Un lavoro da godersi a mente leggera, che vi trasporterà verso lidi difficilmente raggiungibili qualora si tenesse in considerazione il business o qualche astrusa strategia di marketing. Meno male che c’è il rock ‘n’ roll.

Paolo Sisa

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