Rue Royale Guide To An Escape

Rue Royale Guide To An Escape 4/5
Il folk pop può essere pericoloso, caramelloso e noioso. Che sfilza di dischi del genere sono usciti negli ultimi 2-3 anni? Dopo la moda del duo rock, basso/chitarra-batteria, la gente si è tuffata a piè pari in questo nuovo/vecchio mood. Quanto terrore nei vostri occhi al solo sentire che un nuovo lavoro si fregiasse di

Il folk pop può essere pericoloso, caramelloso e noioso. Che sfilza di dischi del genere sono usciti negli ultimi 2-3 anni? Dopo la moda del duo rock, basso/chitarra-batteria, la gente si è tuffata a piè pari in questo nuovo/vecchio mood. Quanto terrore nei vostri occhi al solo sentire che un nuovo lavoro si fregiasse di questa etichetta sonora? I Rue Royale fuggono fortunatamente da questi stilemi. Dietro al nome del gruppo si celano Brooklyn e Ruth Dekker, lei inglese, lui americano, coppia nella musica e nella vita. Coppia che si è mossa da Chicago, in un viaggio verso l’Inghilterra. Dopo un primo disco di tre anni fa, strade, viaggi, concerti hanno aiutato a creare nuovo materiale.

Una guida alla fuga. Una guida di viaggio che racchiude tutte le felicità e le malinconie che un viaggio porta sempre con sé. Partendo dalla copertina con una bicicletta che prende il volo in cielo (che ricorda vagamente ET) il duo ci regala un pop da cameretta timido con melodie minimali, piene di miniature, di storie sul vagare a zonzo, su l’osservare fuori dal finestrino. Undici canzoni semplici, ridotte all’essenziale, costruite sulla chitarra, su delicate percussioni e sull’intreccio tenero di voci del duo. Un disco che non pretende essere nulla di nuovo ma che ha un buon mood autunnale e malinconico che avvolge l’ascoltatore regalando struggimento.

Luca Freddi


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