Calibro 35 – Ritornano Quelli Di… Calibro 35

4.5/5
Riproporre le colonne sonore dei film del passato in chiave moderna è un terreno che in pochissimi hanno battuto, proprio perché le probabilità di fare flop sono altissime. Negli ultimi anni, solamente i Fantomas hanno “rischiato” con “Director’s cut”, un capolavoro che resta comunque un episodio isolato. Ancora più arduo è il tutto se ti focalizzi in

Riproporre le colonne sonore dei film del passato in chiave moderna è un terreno che in pochissimi hanno battuto, proprio perché le probabilità di fare flop sono altissime. Negli ultimi anni, solamente i Fantomas hanno “rischiato” con “Director’s cut”, un capolavoro che resta comunque un episodio isolato. Ancora più arduo è il tutto se ti focalizzi in un solo genere che, negli anni Settanta, è stato capace di sfornare brani e temi osannati da molti: i poliziotteschi all’italiana. Questi sono i Calibro 35: un ensemble di pazzi che si butta in un’impresa rischiosa, uscendone comunque a testa alta.

Anche se in “Ritornano quelli di.. Calibro 35” vengono proposte tutte le sfumature di queste colonne sonore, ai Nostri piacciono le parti più ritmate, “elettriche” e funky: lo si capisce soprattutto dai tre inediti, “Eurocrime” (brano composto per una colonna sonora di un documentario statunitense su questo filone cinematografico), “L’esecutore” e la conclusiva “Si dicono tante cose”, brani che comunque respirano pesantemente l’aria degli anni di Piombo. Pur essendoci una produzione più potente, pesante e attuale, le differenze tra questi brani e quelli composti da Armando Trovajoli ed Ennio Morricone non sono poi così accentuate. Tra i pezzi editi in passato, notevole la rivisitazione claustrofobica di “Milano Odia: La polizia non può sparare”, che aggiunge inquietudine alla versione originale, e “Il consigliori”, unica traccia che supera i 5 minuti di durata, e proprio per questo il pezzo nel quale i Calibro 35 si permettono il lusso di dilatare i tempi rispetto al resto del disco.

Disco dell’anno? Anche se siamo ancora a febbraio, ci possiamo permettere il lusso di sbilanciarci in un giudizio affrettato: se non lo sarà, sicuramente sarà tra i primi cinque. Un premio non solo al coraggio, ma anche alla capacità di portare a casa un risultato notevole in un terreno che, sulla carta, è difficile da esplorare.

Nicola Lucchetta

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