ZZ Top La Futura

4/5
Nove anni sono passati da Mescalero, l’ultima fatica in studio degli inossidabili ZZ Top. Nove anni nel futuro, ma il trio barbuto ci riporta indietro di tre decenni, con “La Futura” un disco che finalmente torna a profumare di barbecue, birra e tequila. Per chi pensava che il sound degli ultimi lavori fosse ormai iperprodotto

Nove anni sono passati da Mescalero, l’ultima fatica in studio degli inossidabili ZZ Top. Nove anni nel futuro, ma il trio barbuto ci riporta indietro di tre decenni, con “La Futura” un disco che finalmente torna a profumare di barbecue, birra e tequila. Per chi pensava che il sound degli ultimi lavori fosse ormai iperprodotto e troppo artefatto, questa è l’ora della rivincita: la band offre 10 nuovi pezzi con il sound più grasso, saturo e sporco mai avuto. Classico suono degli ZZ Top con una spinta abrasiva mica da ridere che riesce a mantenere giusto qualche tocco di modernità; fa solo un po’ impressione sentire quanto sia calata la voce di Gibbons, ma a 62 anni e dopo 15 album ci sta anche…l’importante è che i riffazzi siano sempre lì, più tosti che mai.

C’è dentro il deserto, la Cadillac lunga sette metri, il whiskey, il boogie e tanto, tanto blues. Sempre metronomica la sezione ritmica di Beard e Hill ma non ce n’è: protagonista assoluta è la chitarra di Gibbons e quel suo tono badass con due palle grosse così. Quel sound, quel carattere, cojones! La Futura è un grande manifesto di tutto il repertorio del reverendo: il suo tocco inimitabile nei riff sexy, i giri a colpi di chicken-picking, gli schiaffi che tira alla pentatonica coi suoi assoli memorabili (delle vere e proprie canzoni nella canzone, come in “I Don’t Wanna Lose LoseYou” e “Big Shiny Nine”)… Forse non un disco perfetto come i classici degli anni ‘70, e senza i ganci più commerciali degli anni ’80, ma è grasso musicale che cola. Un ottimo ritorno.

Marco Brambilla


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