30 Seconds To Mars – Rho, Milano 17 giugno 2011

30 seconds to mars milano 17 giugno

Concerto senza voto per i 30 Seconds To Mars. Un Jared Leto malato e senza voce non prende una nota una per tutta la serata ma fa il possibile per concludere il concerto. Unico protagonista della band, la responsabilità pesa tutta sulle sue spalle. Gli altri sono invisibili, solo il fratello Shannon si spreme come un limone picchiando duro sulla batteria. Il pubblico ha fatto la differenza: composto prevalentemente da fans di Jared (i boati più grandi sono arrivati prima quando si è tolto gli occhiale da sole, poi quando si è tolto la giacca), hanno sostenuto la star cantando tutti i pezzi e senza mostrare disappunto o delusione per il concerto compromesso. L’ultimo album è stato ovviamente al centro della scaletta, favorendo cori su cori per i fans adoranti. Dopo quasi tre quarti d’ora di concerto, però, Jared si è dovuto arrendere e ha cercato di portare avanti qualche pezzo da solo con la chitarra acustica. Forse la band è stata presa alla sprovvista da questo malanno, ma ha comunque gestito l’emergenza in maniera approssimativa: molte canzoni interrotte bruscamente per interagire col pubblico, il medley acustico è andato avanti a singhiozzo (e neanche si comprende il senso dell’intro col batterista che passa alla chitarra acustica per fare tre note), il loro più grande successo (“From Yesterday”)  ridotto a due strofe in mezzo al medley. Impossibile valutare cosa sarebbe stato lo spettacolo originale, ma pare comunque sottotono rispetto alle esibizioni incendiarie di qualche anno fa (Jared pure sembrava vestito con degli avanzi di H&M): certi momenti sembravano così mesti che neanche i palloni rossi pieni di coriandoli avevano voglia di rimbalzare sulla folla. Surreale il finale con Jared che fa salire fans sul palco per chiudere con l’ultimo sforzo “Kings And Queens” (diventato il loro inno), mentre la band improvvisa versioni strumentali di Metallica e Pantera.  Non si capisce poi la scelta dell’Arena di Rho: decisamente troppo grande, un palazzetto sarebbe bastato, dato che il pubblico arrivava a stento al mixer. Da segnalare, come contorno, una band in apertura con un cantante assolutamente stonato (Hey Hey Radio), seguita dallo spettacolo dei CB7 (band scoperta da Shannon Leto) che suona come dei 30 Seconds To Mars annacquati tranne quando mettono su le basi dei Depeche Mode e dei New Order. Nota stonatissima l’organizzazione: peripezie assurde per raggiungere le casse, nascoste (senza alcuna indicazione) dalla parte opposta dell’area concerti e senza che nessuno dello staff sapesse veramente come trovarle.

Setlist: Escape, A Beautiful Lie, Attack, Search And Destroy, This Is War, 100 Suns, Vox Populi, L490, Acoustic Medley (Alibi, From Yesterday, Capricorn, Hurricane, The Kill), Closer To The Edge, Enter Sandman/Cowboys From Hell (instrumental), Kings And Queen.

Marco Brambilla

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