Alice Cooper – Alcatraz, Milano 18 novembre 2010

“I know…there are problems in Milan…there are problems in Rome…and I don’t care!!!” Che colpo, Mr. Alice Cooper. Zio Alice, diabolico e sornione, svuota solaio e cantina e porta tutto il suo infernale ambaradan sul palco dell’Alcatraz (dato sold out ma non certo strapieno).

Non manca nulla: impiccagioni, ghigliottine, vergini di ferro…Accompagnato da una solida band (tra gli altri, l’ex-Megadeth Jimmy DeGrasso alla batteria) e dalle solite comparse (tra cui la tostissima figlia) ha snocciolato in un’ora e mezza una scaletta best of da infarto. Chi altri si potrebbe permettere di sparare in apertura “School’s Out”, “No More Mr.Nice Guy” e “I’m Eighteen”? Molti classici degli anni ’70, ma non mancano pezzi più recenti come “Vengeance Is Mine”, “Wicked Young Man” e “Dirty Diamons”. Alice è in forma smagliante, ormai sembra congelato dagli anni ’80: la voce sgraziata è sempre quella, così come l’abilità nel maneggiare spade e bastoni. Si fa fare di tutto: impiccato, sgozzato, siringato, bastonato, mazziato…senza un attimo di pausa. Ha ricordato a tutti che con la sua voce nasale sa anche cantare, con la doppietta da brivido “Only Women Bleed/I Never Cry”, e poi giù con altri classici come “Poison” (in assoluto il suo pezzo più amato), “Billion Dollar Babies”, “Be My Lover” e “Under My Wheels”. Chiusura con “Elected” e il bis di “School’s Out”. Tutti a casa per tornare al lavoro il giorno dopo, ma felici come se fosse l’ultimo giorno di scuola.

Marco Brambilla

Condividi.