Alice in Chains – Palalido, Milano 2 Dicembre 2009

Alice in Chains 2009

Ladies & Gentlemen: Alice in Chains! La band di Jerry Cantrell ritorna dal vivo in Italia per supportare il nuovo album “Black Gives Way To Blue”. La reunion è una sorta di seconda vita e l’affetto dei fan, che ieri sera hanno riempito fino al soldout  il Palalido di Milano, è la risposta perfetta: gente proveniente da tutta Italia, dagli accenti più disparati, si riunisce per un tuffo nel grunge anni ‘90, forse l’ultimo vero fenomeno musicale della storia del rock. Apparentemente dati per influenzati, Cantrell e soci hanno dato vita ad uno show memorabile, riuscito sotto ogni punto di vista.

Accolti con un boato, i quattro di Seattle aprono il concerto con “Rain When I Die” e bissano senza sosta con la meravigliosa “Them Bones”. Se l’attenzione è inizialmente tutta per il chitarrista/cantante dal capello biondo, Mr. William DuVall non tarda a catturare i presenti. Magnetico e coinvolgente, dimostra di essere un ottimo frontman nonché un cantante straordinario, sia sui pezzi storici che sui nuovi (bellissimi) brani di “Black Gives Way To Blue”. Dall’ultimo disco vengono estratte “Your Decision” (il video è uno dei più belli degli ultimi 15 anni, ndr), “Check My Brain”, che viene accolta come un classico degli AIC, “Last of My Kind” e “Lesson Learned”.

I momenti migliori del concerto, ammesso che esistano, sono tre: il primo è “Love, Hate, Love”, nella quale DuVall dimostra tutto il suo mestiere e la sua capacità interpretativa. Un brano difficilissimo, eseguito con la stessa perizia con cui Paul Rodgers canta “The Show Must Go On”.. e scusate se il paragone è poco. Il secondo è “Man in the box”, la canzone più riuscita della serata, che descrivere agli assenti è davvero difficile. Il set acustico è invece il momento più intimo e drammatico: “Down in a Hole” ci ricorda quanto Jerry Cantrell sia un personaggio unico, sofferente, con una profondità d’animo fuori dal comune. “No Excuses” risveglia il pubblico prima della mazzata che chiude l’acoustic set, “Black Gives Way To Blue”, uno dei preferiti del sottoscritto di tutta la carriera degli AIC. Con le ultime dolenti note compare l’immagine di colui al quale la canzone è stata dedicata, Layne Staley con capelli lunghi, occhiali, l’immancabile sigaretta, un segno di pace ed il solito indimenticabile sorriso amaro. Fioccano gli applausi, le lacrime, i sorrisi di nostalgia. Il palco è vuoto ma non i cuori dei presenti, pieni di rimpianto. C’è chi dice di averlo visto dal vivo in un tour del ’93, chi non ha potuto farlo e si accontenta di quel piccolo momento di mesta poesia.

Il paragone DuVall/Staley è d’obbligo: il nuovo singer è sicuramente più sorridente, non ha dentro di sé quel dolore per la vita, il male di vivere che ha sopraffatto Layne, ma possiede un mestiere e un amore per la musica che sono davvero eccelsi, quanto la sua voce. Tra ragazzi lanciati in body surfing a ragazze che cantano a squarciagola sulle spalle del fidanzato, mentre Jerry e DuVall sorridono divertiti, rendono unico un concerto memorabile. Si potrebbe dire che Mike Inez e Sean Kinney facciano la loro parte come sezione ritmica, ma non è vero. Vanno ben oltre: salutano il pubblico, ci giocano, lo rispettano…e gli regalano una prestazione stupenda. In un’atmosfera malinconica, di ritornelli catartici, di urla al cielo per una vita che non va, gli Alice in Chains dimostrano di essere una pietra miliare del grunge rock. Tale dimostrazione della loro grandezza risiede nella presenza di ragazzi in maglia Motley Crue, Guns ‘N’ Roses, leader del fenomeno hard rock ucciso proprio da Cobain/Cantrell/Cornell, fino a t-shirt di Motorhead, Hardcore Superstar, Metallica, Slipknot, Queen.

Layne è da qualche parte in cielo con una sigaretta ed il sorriso amaro. Gli AIC sono nell’Olimpo del rock e rendono merito ad un meraviglioso ragazzo scomparso troppo presto, lanciandosi in un secondo capitolo da benedire come manna dal cielo.

Setlist: Rain When I Die – Them Bones – Dam That River – Again – Your Decision – Check My Brain – Love, Hate, Love – It Ain’t Like That – A Looking In View – Down in a Hole (acoustic) – No Excuses (acoustic) – Black Gives Way To Blue (acoustic) – Last Of My Kind – We Die Young – Acid Bubble – Angry Chair – Man in the Box
Encore: Lesson Learned – Would? – Rooster

Riccardo Canato

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