All That Remains+The Haunted – Zoe Club, Milano 10 febbraio 2009

Tocca ai tedeschi Deadlock essere il supporto della serata. Pochi spettatori, ma il sestetto dà prova di una buona performance, trainato soprattutto dal duo Sabine “la bella” Weniger e Johannes “la bestia” Prem, con il loro alternarsi rispettivamente di voce angelica e growl demoniaco. Durante la breve performance spiccano soprattutto la conclusiva “End Begins”, con i suoi sintetizzatori elettronici, lo stacco truzzo nel mezzo (che spiazza non poco la platea) e l’assolo vocale della bella Weniger sul finale di “Awakened By Sirens”, davvero notevole.

E tocca ai The Haunted. Dopo il fiasco di settembre (in termini di spettatori) nel loro tour da headliner al Rolling Stone si poteva solo migliorare; il club in realtà non è certo pieno (siamo nell’ordine delle 100 persone massimo), e infatti il vocalist Peter Dolving ironizza sul fatto ricordandoci che avremmo dovuto portare un amico, così come “promesso” la volta precedente.
Si parte in sordina, con “Little Cage” (tratto dal nuovo album “Versus”), che ben poco si presta ad essere di apertura per un gruppo che ci ha regalato innumerevoli perle thrash. Da lì si va in crescendo, anche se la scaletta non potrebbe essere più disomogenea: gli ultimi due lavori hanno un passo molto più cadenzato e lento rispetto ai ritmi al fulmicotone di quelli precedenti. E così si passa dal massacro totale di un “Trespass” o un “D.O.A.” a uno smorzamento di toni dato da “Trenches”  o “The Drowning”. Il combo suona bene, pur rimanendo piuttosto statico; il frontman è quello per antonomasia più mobile, ma dalla sua rivela evidenti pecche canore: la voce infatti stenta ad uscire. C’è anche da dire che i volumi sono parecchio bassi, forse addirittura inferiori rispetto ai Deadlock, cosa che di sicuro non ha migliorato la performance di Dolving e, in ultimo, nemmeno il coinvolgimento del pubblico.
L’act si risolleva nel finale con un uno-due micidiale dato da “99” e “Hate Song”, veri stendardi di quello che era (verbo al passato obbligatorio, vista la svolta da “The Dead Eye” in poi) il sound del quintetto di Goteborg.

Quando gli All That Remains salgono in scena si capisce che, nonostante il tour fosse da coheadliner, la gente è venuta soprattutto per loro: il locale infatti si è riempito maggiormente e le prime file sono molto più fitte.
Date queste premesse è lecito aspettarsi uno show ben più energico rispetto a quello che si è visto fino a questo momento, ed infatti è così. Philip Labonte non ha nemmeno il tempo di intonare le prime linee di “The Air That I Breathe” che già lo Zoe si scatena in un pit con gente che corre, salta e poga; i due axemen sono in palla e lo dimostrano sfoggiando un’ottima tecnica esecutiva, destreggiandosi perfettamente tra un cambio di ritmo e l’altro, breakdown assassini e assoli. Il vocalist regge molto bene i passaggi da pulito a sporco, anche se si nota un abuso dell’effetto echo per sostenere i passaggi maggiormente ostici. Solamente la bassista Jeanne Sagan rimane piuttosto anonima, facendosi notare solo quando è il momento di coprire le seconde voci in growl.
Ogni singolo brano viene accolto con clamore e grida, sia un classico come “Not Alone” (decisamente tra i pezzi più apprezzati della serata) sia gli estratti (ben cinque) dal nuovo album “Overcome”; quando capita di trovare una platea così “preparata” anche sull’album che stai promuovendo è sempre un ottimo segno.
Il macello giunge a termine con una “This Calling” che appaga anche i più scatenati, quindi i Nostri si congedano, tra gli applausi del pubblico.
Ottima prova per il quintetto americano, che dopo tanta gavetta (chi si ricorda quando suonavano per secondi durante il “Sounds Of The Underground” appena tre anni fa?) pare inizi finalmente a raccogliere risultati.

Setlist The Haunted: Little Cage – The Drowning – Trespass – The Flood – The Medication – Moronic Colossus – D.O.A. – All Against All – In Vein – Trenches – Dark Intentions – Bury Your Dead – Faultline – 99 – Hate Song

Setlist All That Remains: The Air That I Breathe – Undone – Become The Catalyst – Not Alone – The Weak Willed – Chiron – For Salvation – Before The Damned – Tattered On My Sleeve – Six – Overcome – We Stand – Two Weeks – This Calling

Nicolò Barovier

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