Alti e Bassi – Teatro Pamphilj, Roma 25 luglio 2010

Gli Alti e Bassi sono un quintetto di cantanti a cappella nato nel 1994 a Milano. Hanno al loro attivo cinque dischi nei quali hanno rivisitato i grandi classici della musica popolare del ‘900, da Gershwin ai Bee Gees passando per le colonne sonore di film e cartoni animati, vecchie sigle della RAI…

I cinque componenti della band, dove il più basso di statura è quello che arriva alle note più alte (da qui il nome Alti e Bassi) sono musicisti di tutto rispetto con formazione classica e molta esperienza anche nella musica leggera.

Due di loro, Andrea Thomas Gambetti e Alberto Schirò (arrangiatore di quasi tutti i brani), hanno fondato la casa di produzione Preludio, con la quale hanno realizzato tutti i loro album.

Nella loro produzione è presente anche “A Cappella Made in Italy” (2008), disco che raccoglie pezzi di diverse formazioni a cappella italiane.

Questa sera ci presentano uno spettacolo basato soprattutto sul loro ultimo album, “Io ho un mente te” (2009), dedicato alla canzone italiana degli anni ‘60 e ‘70, con arrangiamenti di pezzi di Mina, Lucio Battisti, Renato Carosone, Equipe 84…

E’ una bella serata, rivolta soprattutto a un pubblico che fu bambino o ragazzo negli anni ‘60 e ’70, gli anni d’oro della canzone popolare italiana. Sono bravi, questi ragazzi, a cantare e ad imitare il suono dei diversi strumenti: batteria e basso, certo, ma anche fiati, chitarre…

Lo sono veramente, e ce lo dimostrano alla fine della serata con una versione della canzone Brava di Mina, diventata Bravi.

Altri punti di forza del loro spettacolo sono l’originale versione di Tu vo’ fa’ l’americano, le versioni funky e rap di Non gioco più, di Mina, la lirica Il cielo in una stanza…Con i pezzi dei Bee Gees (How deep is your love, Saturday night fever…), una  parte del pubblico, rivivendo serate in discoteca o feste adolescenziali, balla sui sedili, mentre la coppia più longeva tra i presenti (trent’anni di matrimonio), viene invitata a salire sul palco per ascoltare, divertita, la versione Alti e Bassi dell’ironica Però mi vuole bene del Quartetto Cetra.

Insomma, un’ora e mezza abbondante di musica e nostalgia, forse un po’ troppo “come si deve” e controllata. I musicisti, a turno, oltre a cantare presentano i pezzi e fanno marketing, parlando dei loro premi e di personaggi famosi con cui hanno collaborato, scritto notte di copertina per i loro dischi, curato i loro siti Internet…

Forse non sarebbe necessario pensare così tanto al botteghino, forse sarebbe meglio ampliare il repertorio oltre le cover. Si ha l’impressione che se si lasciassero andare (anche le battute suonano tanto preparate), e ci mettessero un po’ più di personalità e di estro, i loro spettacoli ci guadagnerebbero moltissimo.

Auguri a tutti e complimenti all’organizzazione di questa estate al Parco!

Grazie a Susana Mendo Murillo

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