Anastacia, il report del concerto a Milano del 27 ottobre 2014

anastacia-report-concerto-milano-27-ottobre-2014

Non è iniziata esattamente nel migliore dei modi l’avventura italiana del “Resurrection Tour” di Anastacia, partita lunedì 27 ottobre 2014 dal Fabrique di Milano.
I presupposti per l’ottima riuscita di questa prima data nostrana c’erano tutti, dal sold out alla folla di fan adoranti in fila fuori dal Fabrique sin dal primo pomeriggio. La giornata poi era già stata battezzata come speciale dalla presentazione dal vivo, alla stampa e ad una ristretta cerchia di aficionados, del secondo singolo estratto da “Resurrection”, il duetto realizzato con Kekko dei Modà, “Lifeline/Luce per sempre”, disponibile in streaming su Spotify. Ad abbandonarla purtroppo è stata proprio quella voce che l’ha resa famosa sin dagli esordi con “Not That Kind”, fortemente compromessa da un brutto raffreddore.

Galvanizzata dal ritorno alla dimensione live dopo lo stop imposto dalle vicissitudini di salute occorsele – «È come se fosse la prima volta – ha raccontato –, ma questa volta c’è una consapevolezza diversa, lo vuoi così tanto di più» -, Anastacia, nonostante le condizioni, non ha voluto deludere nessuno, tenendo duro e portando a casa un live di un’ora e mezza, anticipato dall’energica performance della rocker argentina Fyre.
A sostenere l’artista, apparsa in grave difficoltà sin dall’apertura con “Left Outside Alone”, ci hanno pensato una signora band, le due eccezionali coriste e lo zoccolo duro delle prime file, cantando praticamente quasi in toto tutti e quindici i pezzi in scaletta. Accanto alle immancabili “Sick and Tired”, “Paid My Dues”, “Freak of Nature” e “I’m Outta Love” suonata in chiusura, alle cover di “Back in Black” (AC/DC) e “Sweet Child O’Mine” (GnR) e a “Pieces of A Dream”, “Welcome To My Truth” e “Heavy On My Heart” eseguita in acustico, sono stati i pezzi tratti da “Resurrection” il cuore pulsante del live. “Stay”, suonato unplugged, è forse il momento più duro per Anastacia, che dopo avere chiesto alla band di abbassare la tonalità del pezzo, si ferma di nuovo sopraffatta dalle condizioni fisiche, per poi portare a termine l’impresa solo grazie all’abbraccio di un pubblico caldissimo; mentre, grazie alle doti istrioniche dell’artista, “Evolution” e “Stupid Little Things” hanno tutto il sapore di una festa.

Ma l’highlight del concerto arriva con il duetto “Lifeline/Luce per sempre” e con l’arrivo sul palco dell’ospite speciale della serata Kekko, che della collaborazione, fortemente voluta dopo l’incontro ad “Amici” dalla cantante americana, innamoratasi del «modo di cantare e di mostrare la passione nella parola» del leader dei Modà, si è detto estremamente onorato: «una collaborazione come questa non può che arricchire la carriera di un’artista. Inoltre mi sento molto vicino a quello che lei prova, perché ho vissuto la stessa situazione di grande sofferenza in casa con mia mamma, che ha passato esattamente quello che ha passato lei. Vedendo Anastacia e guardandola negli occhi vedo quello che intendo per “gioia”, ossia la possibilità di avere una vita davanti per fare quello che ama, cantare».

Insomma, uno show inficiato solo parzialmente dalle condizioni fisiche dell’artista, alla quale vanno riconosciuti l’onore delle armi, nonché le grandi doti d’intrattenitrice, capace di arrivare con la comunicatività, la simpatia (numerosi i siparietti offerti durante la serata) ed il linguaggio del corpo dove ieri non è arrivata con la voce. Take care.

Condividi.