Anthrax – Tempo Rock Gualtieri, Reggio Emilia 29 aprile 2006

La sera del 29 aprile scorso il Tempo Rock di Gualtieri (paese della bassa reggiana), locale solitamente dedito a tutto quanto è rock'n'roll e alternativo, ha presentato un programma interessante quasi esclusivamente per gli appassionati di heavy metal.

Si inizia con i Beyond Fear, band capitanata dal cantante Tim "Ripper" Owens, ex Judas Priest e attualmente negli Iced Earth, il cui disco di debutto uscirà nei prossimi giorni. Per quanto ci è stato possibile ascoltare del disco, sembra che la band risulti più incisiva dal vivo: da un lato bisogna dire che la proposta musicale è abbastanza tradizionale, un metal piuttosto canonico e di grande impatto, ma che non riesce a proporre nulla di particolarmente interessante; d'altro lato bisogna ammettere che i musicisti sono molto in gamba e che dal vivo riescono a rendere al meglio i pezzi. Verso la metà del breve concerto d'apertura della serata viene proposto un medley di tre canzoni riguardanti le altre esperienze musicali di Ripper, con "Burn in Hell", "Red baron/Blue max" e "One on one", canzoni ben più note rispetto a tutte le altre che sono state suonate, sulle quali il pubblico ha potuto essere più partecipe.
Nonostante sia stato silurato dai Judas Priest per ridar spazio al vecchio Rob Halford, Owens anche in questa occasione conferma di essere uno dei migliori cantanti metal attualmente in circolazione, se non il migliore in assoluto: la sua è stata una prestazione vocale pressoché impeccabile, ma bisogna anche rimproverargli di essersi presentato in condizioni fisiche non ottimali. In parole povere, il nostro Tim era evidentemente ubriaco, ma per fortuna questo inconveniente non ha compromesso la prestazione musicale della band, anche se era un po' imbarazzante vedere questo cantante girare goffamente per il palco come un qualsiasi beone da osteria: un peccato, con i Judas Priest Tim aveva dimostrato di essere un ottimo frontman. Speriamo che si sia trattato di un singolo episodio, e auguriamo a questa band il meglio per la prosecuzione della propria carriera.

Cala il sipario sui Beyond Fear, e il Tempo Rock si riempie come un uovo in attesa dell'attrattiva principale della serata. Non che il Tempo possa contenere migliaia di persone, ma l'affluenza dimostra come sia forte l'interesse per la nuova/vecchia versione degli Anthrax, reduci da parecchi altri concerti in Italia negli ultimi tempi. Introdotti sul palco, come consueto, dalla intro dei Blues Brothers, gli Anthrax iniziano con "Among the living", seguita da "Metal thrashing mad": già dalle prime battute è facile intuire come gli Anthrax siano in forma strepitosa come sempre, e come non sia nell'intenzione della band quella di dare spazio ai dischi del periodo con John Bush alla voce. Come se nulla fosse cambiato dagli anni '80 a questa parte, vengono proposti esclusivamente i classici del periodo con Belladonna, principalmente del disco "Among the living", che viene suonato quasi per intero: "NFL", "A Skeleton in the closet", "Caught in a mosh" vengono riversate sul pubblico senza soluzione di continuità, inframmezzate da altre canzoni provenienti dagli altri dischi dell'era d'oro della band, come "Got the time", "Antisocial", "Madhouse" e "Medusa". Joey Belladonna conduce con disinvoltura le danze nonostante la sua prolungata assenza dalle scene, anche se bisogna ammettere che è nettamente inferiore a John Bush sia come presenza sul palco, sia come prestazione canora. Inoltre lo stesso Belladonna ha preso lo smalto di un tempo, la sua caratteristica voce pulita è ormai un ricordo del passato, ma questo non ha costituito un ostacolo per la riuscita del concerto. Un altro nuovo/vecchio componente degli Anthrax, Dan Spitz, è impassibile per quasi l'intera durata del concerto vicino alla batteria, concentrato sul proprio strumento, mentre sono Frank Bello (il terzo nuovo/vecchio degli Anthrax) e l'eterno adolescente Scott Ian a scorazzare per il palco, anche se sono un po' limitati dalla ristrettezza dello stesso nelle loro scorribande, forse questo è stato un limite. Ma poco importa: "Got the time", "I'm the law", "Be All, End All", "I'm The Man", "Indians". Ecco tutti classici che il pubblico conosce a memoria e che pretende, e il gruppo risponde. I nuovi/vecchi Anthrax sono qui per questo, e portano a termine il loro lavoro in maniera impeccabile.
Dopo neanche un'ora e mezza di concerto i Newyorkesi sono già a salutare e a omaggiare il loro pubblico, e a preannunciare un loro imminente ritorno in Italia (che poi questo sia vero o no è un altro discorso, ormai molti gruppi fanno promesse del genere giusto per scaldare il pubblico). Si ha la netta impressione di aver assistito ad uno spettacolo per nostalgici, come accade da diverso tempo a questa parte nel metal; ma allo stesso tempo gli Anthrax hanno proposto uno spettacolo all'altezza del loro nome, nonostante gli anni che passano i pezzi dell'era d'oro sono ancora ineguagliati nel sapere unire riff di chitarra assassini a melodie estremamente easy. E la band si conferma tra i migliori mattatori da concerto in circolazione. Non si può fare altro che promuoverli a pieni voti per l'ennesima volta.

Special Thanx to Mario Giampietri

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