Biagio Antonacci – San Siro, Milano 30 Giugno 2007


Arrivo a San Siro intorno alle 18, l’ingresso è rapido (cancelli aperti dalle 14) senza code né controlli eccessivi. Salta subito all’occhio l’enorme palco allestito per l’occasione: stage centrale con tre passerelle che si snodano lungo il prato dello stadio, imponente set per le luci, due maxi schermi ai lati del palco, più uno centrale.

L’esibizione dei Velvet, secondo gruppo del pomeriggio di musica voluto da Biagio Antonacci, è oramai al termine. Breve pausa con lancio di gadget da parte dei dj di 102.5 e poi tocca agli Zero Assoluto.
Il nome del gruppo è una garanzia: Zero Assoluto come il voto che meritano per l’esibizione di oggi, che fortunatamente non supererà i 60 minuti. Passi il momento di iniziale imbarazzo nel trovarsi di fronte a una marea di gente, passi l’incidente al chitarrista (è esploso un amplificatore o forse una corda, o forse lui, non si è ben capito), ma se canti a San Siro devi farlo con un po’ di grinta, non sonnecchiando canzoni mosce, tutte uguali e comunque inascoltabili; e se comunque vuoi fare un set acustico, magari alza il volume degli ampli, e portati dietro una batteria (magari). Insomma, esibizione imbarazzante del duo che si trovava sul palco solo per il fatto di essere dj della radio che promuoveva il concerto. Altrettanto imbarazzante il fatto che il pubblico presente cantasse le loro canzoni e incitasse i due sventurati.
Fortunatamente dopo di loro è il turno dei Nomadi, non esattamente gli ultimi arrivati! I Nostri dimostrano come sia possibile, grazie alla grinta del cantante, la potenza della batteria, gli assoli di chitarra, coinvolgere e scaldare il pubblico sia con pezzi nuovi che con classici che tutti conoscono, “Io vagabondo” in testa. E ringraziando il cielo l’audience si è redenta lasciandosi coinvolgere dallo spettacolo del gruppo, forse troppo breve.

Intanto lo stadio continua a riempirsi e dopo la prova luci, il cambio e l’accordatura degli strumenti, alle 21 in punto inizia il concerto.
Per primo si presenta sul palco il chitarrista che giocando col pubblico propone un breve assaggio dei pezzi in scaletta e intanto presenta gli altri componenti della band: due chitarre, basso, batteria e percussioni, tastiere e archi. Come due anni fa al Forum, anche questa sera Biagio non si è fatto mancare nulla.
Il chitarrista parte con il primo brano “E’ Soffocamento” e verso la metà del pezzo fa il suo ingresso sul palco Antonacci che si avvicina al chitarrista, lo spinge via ridendo e prende il suo posto al microfono: delirio del pubblico che in un primo momento sovrasta a suon di urla il cantante milanese.
Biagio è evidentemente emozionato, felice, ma concentrato: continua a cantare fermandosi solo per ringraziare il pubblico per aver fatto sì che si potesse realizzare il suo sogno di cantare a San Siro, non si risparmia su nessun pezzo e la voce non lo tradisce nemmeno un istante per tutta la durata del set. Sorpresa positiva nell’ascoltare i brani del nuovo album: se su disco sembravano insipidi, dal vivo hanno tutto un altro impatto, anche grazie all’ottima interpretazione che ne fa Antonacci, in particolare su “L’impossibile” e “Coccinella”.
Momento improvviso quando su “Ritorno Ad Amare” si spengono le luci dello stadio e si accendono quelle attorno al palco e agli schermi alle spalle di Antonacci (che tra l’altro si toglie la giacca rimanendo in canottiera rischiando di mandare in iper-ventilazione le donne più anziane di fianco a me): spettacolari giochi di luci rosse e bianche con immagini e disegni che si alternano sullo schermo più grande.
Con “Non E’ Mai Stato Subito” e “Liberatemi” si scatena: corre da una passerella all’altra, salta, corre ancora, è impossibile non rimanere coinvolti da tanta energia!

Dopo quest’ultimo brano c’è la prima pausa del concerto e non si sa se ne aveva più bisogno Biagio oppure i fans.
Pochi minuti giusto per un cambio veloce (è passato alla classica camicia bianca) e si ricomincia con “Coccinella”, durante il pezzo una ballerina danza sopra il palco appesa a delle corde, “Se E’ Vero Che Ci Sei” e “Danza Sul Mio Petto”. Un momento più tranquillo del concerto dove il frontman non si lascia scappare qualche commento sul volume da tenere basso “Se no i vicini si lamentano” e sul fatto che il concerto debba finire presto ma non per sua scelta, pungente la frase “Dobbiamo chiudere se no andiamo dentro…per la musica e non per le altre cose…”, infatti l’esibizione sembra finita con “Lascia Stare”: saluti, luci più alte… invece no, non trascorrono nemmeno cinque minuti che Antonacci torna sul palco per una breve versione acustica di “Quanto Tempo E Ancora”, per chiacchierare con l’ospite a sorpresa Pippo Baudo (che lo ha accompagnato al pianoforte), e chiudere, seppur a malincuore, con una bella versione rock di “Convivendo”.
C’è poco altro da dire: due ore e mezza di ottima, intensa musica, un’emozione dopo l’altra grazie a un grande interprete che ha condotto un concerto sfavillante.

Setlist: E’ Soffocamento – Quanto Tempo E Ancora – Questo Sono Io – Le Cose Che Hai Amato di Più – L’Impossibile – Non Ci Facciamo Compagnia – Vicky Love – Che Differenza C’è – Ritorno Ad Amare – Angela – Non E’ Mai Stato Subito – Il Mucchio – Mi Fai Stare Bene – Liberatemi -Coccinella – Se E’ Vero Che Ci Sei – Danza Sul Mio Petto – Una Stanza Quasi Vuota – La Tua Ultima Storia D’Amore – Se Io, Se Lei – Pazzo di Lei – Sognami – Iris (tra le tue poesie) – Lascia Stare – Quanto Tempo e Ancora (reprise) – Alessandra – Convivendo

A.M.

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