Bilbao BBK Live 11-13 luglio 2013

Si è conclusa sabato notte, o meglio domenica all’alba, l’ottava edizione del BBK festival di Bilbao 2013. A far calare le tende sul palco ci ha pensato Fatboy Slim con un super deejay set che ha fatto ballare le 30.000 persone ancora presenti sulla collina di Kobetamendi, splendida location nei dintorni di Bilbao. Ma andiamo con ordine.
La prima giornata del festival comincia alla grande. Prima con gli Alt-J e poi con gli Editors. La band capitanata da Tom Smith infatti fa scatenare il pubblico alternando singoli più vecchi come Papillon a quelli del nuovo album “The Weight Of Your Love”.
Dopo aver fatto un salto sul piccolo palco ad ascoltare la voce meravigliosa di Charles Bradley, è il momento dei Depeche Mode. Dave Gahan ancheggia sinuoso sul palco e sfodera, uno dietro l’altro, i magnifici singoli della brillante carriera dei Depeche. Anche se a mio avviso uno dei momenti più emozionanti del live è espresso da Martin Gore che incanta, intonando le parole di “Home”.

Con un cielo denso di nuvole cariche di pioggia, inizia la seconda giornata di festival. Il fenomeno atmosferico infatti non si fa attendere molto e proprio dopo pochi brani di Mark Lanegan e della sua band, si scatena un mega acquazzone che fa sospendere il festival per circa un’ora. Ormai il live di Lanegan e quello dei The Vaccines non verrà più ripreso ma la programmazione va avanti, prima con Klaxons e poi con il chitarrista Gary Clark Jr.
Con i piedi ancori bagnati attendiamo i Kings of Leon, headliner della serata. E’ incredibile ascoltare dal vivo la splendida voce di Caleb Followill. Il live è davvero coinvolgente e non delude le aspettative. La vera sorpresa della serata sono però i PiL (Public Image Ltd.), la storica band capitanata da John Lydon. Certo di anni ne sono passati ma la bellezza e l’attualità di alcuni brani rimane completamente immutata… “I could be wrong, I could be right

Il Terzo ed ultimo giorno di festival inizia con una bella fila all’entrata. C’è sicuramente molta più gente oggi e sicuramente c’è anche un pubblico molto più “giovane”, ovvero i tantissimi fan dei Green Day. Quando entro nell’area concerti vedo infatti già molti ragazzi con ciocche di capelli colorati appollaiati sottopalco. A breve inizia lo show dei The Hives che con un live esplosivo danno il vero benvenuto alle 38.000 persone già presenti al BBK. Verso le 22 sale sul palco un’altra attesissima band, i Vampire Weekend. Il loro sound è trascinante, il pubblico balla e canta a memoria la maggior parte dei testi.
Ci siamo quasi. Cala il buio e cala anche sul palco una gigantesca griglia di luci che compongono la scritta “Green Day”. Qualche minuto dopo sale sul palco un ragazzo mascherato da gigantesco coniglio di peluche. E’ lì per incitare la folla al fine di creare la giusta accoglienza per i Green Day. Billie Joe, Mike Dirnt e Tre Cool salgono sul palco insieme agli altri musicisti che li accompagnano in tour. E’ delirio puro. I Green Day sono iper-coinvolgenti. Scherzano con il pubblico e lo incitano a saltare, cantare e anche … suonare. Infatti nel bel mezzo del live sale sul palco un giovanissimo fan a suonare la chitarra e poco dopo un altro ragazzo viene chiamato dal pubblico a cantare sul palco. L’emozione più grande arriva però con Basket Case. E chi lo sapeva che dopo quasi 20 anni avrei cantato questa canzone sotto il palco dei Green Day!?

Con le poche energie che ci rimangono, dopo più di 2 ore di live, ci spostiamo tutti in massa sul “piccolo” palco dove ci attende già Fatboy Slim. La notte è ancora lunga sul Kobetamendi Park e non ci rimane altro che prenderci da bere un bel Kalimotxo e cominciare a ballare.

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