Blind Guardian – Alcatraz, Milano 10 ottobre 2006

E’ un’Alcatraz preso d’assalto quello che ospita i Blind Guardian nel loro “A twist in the myth tour 06″, a 4 anni esatti dalla loro ultima esibizione in quel di Milano. La folla che si assembra all’entrata non fa che confermare il sold out da varie settimane, per uno dei concerti più attesi della nuova stagione.

Nemmeno il tempo di entrare che, incredibilmente puntuali, gli Astral Doors salgono sul palco e cominciano a suonare un classicissimo heavy metal. Ricevono da subito ampi consensi da parte del pubblico che più volte li incita e tiene il tempo, insomma una gradita rivelazione per coloro che ancora non li conoscevano (anche se alla lunga i loro brani sono risultati monotoni ed eccessivamente lunghi).

Dopo il sound check e il cambio di batteria di rito tutto si fa nuovamente buio e tra le urla del pubblico comincia l’ormai leggendaria intro “War of wrath”, alla quale tutti i presenti fanno eco recitandola quasi fosse un salmo della bibbia. Appena le ultime parole di Lord Morgoth terminano i bardi entrano in scena e attaccano con la sempreverde “Into the storm” e a seguire “Born in a mourning hall”, per un inizio che non lascia quasi respiro.
La calca nelle prime file è talmente grande che più volte nel corso del concerto Hansi Kursch raccomanderà di non esagerare con le spinte per permettere a tutti di godersi l’esibizione senza farsi male.
La scaletta proposta trae la maggioranza dei brani da “Imaginations from the other side” e “Nightfall”, un segno evidente dell’intenzione della band di distaccarsi sempre più dalle loro origini power, privilegiando la loro corrente fase prog. Infatti i brani antecedenti a questi due album che vengono suonati sono solo quelli più famosi e amati dal pubblico quali “Valhalla”, “Bard’ song” e “Lost in the twilight hall”. Immagini suggestive richiamanti i brani eseguiti vengono proiettate sullo sfondo, a riprova dell’accuratezza che i Guardian dedicano ai loro show, cosa che si rivela ulteriormente coinvolgente per la platea. Pochissimi gli estratti dal nuovo disco, eccezion fatta per “Fly” e “Another stranger me”.

Il nuovo acquisto dietro le pelli Frederik Ehmke si rivela all’altezza del suo compito e non fa rimpiangere il suo predecessore Thomen (anche se i fan più conservatori non saranno d’accordo); Hansi si mostra in buona forma nonostante l’età, anche se è ormai palese che dal vivo non voglia più rischiare con gli acuti: le tonalità più basse hanno rimpiazzato oramai i momenti più ‘alti’.
A un certo punto il frontman comunica che il concerto sta per finire, ma come ultima canzone annuncia una vera sorpresa: “And then there was silence”! Il pubblico ovviamente accoglie la notizia con un boato di felicità, non capita spesso che questo pezzo venga suonato live! Dopo 15 epici minuti i Bardi escono di scena per rientrare poi con un doppio bis: prima una triade composta da “Another stranger me”, “Imaginations from the other side” e  “I’m alive”, e poi “Bard’s song” e “Mirror mirror” (canzoni che mai potrebbero mancare a un loro concerto).
Da notare che durante “Bard’ song” Hansi quasi non si esprime, talmente estasiato e compiaciuto dall’energia con cui il pubblico canta, mentre nella seconda scoppia il vero finimondo tra la platea.
Ma la cosa che maggiormente si ricorderà di questa serata, sono i grandi e sinceri sorrisi e i continui complimenti al pubblico da parte del gruppo, segno dello stretto legame che la band tedesca ha verso tutti i suoi fans.

Setlist: War of wrath – Into the storm – Born in a morning hall – Nightfall – The script for my requiem – Fly – Valhalla – Time stands still – A past and future secret – Bright eyes – Lost in the twilight hall – And then there was silence – I’m alive – Another stranger me – Imaginations from the other side – The bard’s song – Mirror mirror.

N.B.

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