Bob Dylan – Lazzaretto, Bergamo 16 giugno 2008

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The poet laureate of rock’n’ roll, The voice of the promise of the ’60s counter-culture. The guy who forced folk into bed with rock, who donned makeup in the ’70s and disappeared into a haze of substance abuse, who emerged to “find Jesus”, who was written off as a has-been by the end of the ’80s, and who suddenly shifted gears and released some of the strongest music of his career beginning in the late ’90s. Ladies and gentlemen, please welcome Columbia reconding artist: Bob Dylan.

E’ solo dopo che un nastro registrato reciti questa immancabile presentazione che Mr. Bob Dylan si sente pronto a salire sul palco in compagnia della sua band per “nascondersi” dietro le sue keyboards, di lato rispetto al palco e di profilo al pubblico, per attaccare in questa notte piovosa di Bergamo una versione ritoccatissima di “Leopard-skin Pill-box Hat”… la gente alla vista del leggendario artista se ne infischia dei posti a sedere e si getta alle transenne del palco, sale in piedi sulle sedie… il clima (ha smesso di piovere proprio pochi minuti prima dell’inizio dello show) e la security fanno di tutto per raffreddare questo pubblico, ma è inutile… quando si ha una Stella davanti purtroppo non si ragiona più… l’eccitazione è massima!

Non si fa in tempo a rimanere colpiti dalla differenza della prima canzone con la versione “originale” dall’album che subito Mr. Zimmerman ne propone una ancora più differente, “If You See Her, Say Hello”. Anche se le palme d’oro in questo senso stasera spettano a “Things Have Changed” (quella premiata con l’Oscar) e “Ballad Of A Thin Man”. Bob è assolutamente energico e gioca a fare il cow-boy ballerino per tutta la durata del concerto: i pezzi “lenti” (da lacrime “When the Deal Goes Down” e “Moonlight”) inframezzano dei brani di assoluto rock scatenato, su tutti “Highway 61 Revisited” e “Summer Days” (durante la quale Dylan si fomenta all’inverosimile).
Brani recenti si alternano a pietre miliari della sua Opera come “Just Like A Woman”, durante la quale canta divertito insieme al pubblico, e “A Hard Rain’s A Gonna Fall”; i più attenti notano l’assenza del premio oscar di plastica che di solito si trova sull’amplificatore…
Dopo 15 brani sciorinati senza sosta, Dylan e la band si assentano per qualche minuto… al ritorno Bob intona un “Happy Birthday To You” con l’armonica (non si sa bene in onore di chi) e parte alla grande con “Thunder On The Mountain”. L’elegante abbigliamento nero ricamato e il cappello bianco con la piuma non nascondono la voglia assoluta di rock’n’roll di questo artista in serata decisamente buona.
La chiusura spetta a “Like a Rolling Stone”, dopo la quale concede al pubblico (una volta postosi frontalmente!) un breve cenno di saluto; poi si gira… fa un cenno con la testa ai componenti della band e esce con gli altri in fila.

Adesso è di nuovo in viaggio per altri innumerevoli concerti che, presi singolarmente, per lui non sono che gocce nell’oceano di questo tour infinito ma che rappresentano momenti assolutamente indimenticabili per tutti quelli che hanno la voglia di andarlo a “trovare” ogni tanto per cantare con lui, scatenarsi con lui, commuoversi… senza la presunzione di pretendere, ma col desiderio di cogliere l’immensa poesia che pare insita in ogni singola cosa che riguarda questo immenso artista americano.

 

 

 

(video di Paolo Bianchi)

Setlist: Leopard-Skin Pill-Box Hat – If You See Her, Say Hello – Just Like Tom Thumb’s Blues – The Levee’s Gonna Break – Moonlight – Things Have Changed – A Hard Rain’s A-Gonna Fall – High Water – When The Deal Goes Down – Honest With Me – Just Like A Woman – Highway 61 Revisited – Beyond The Horizon – Summer Days – Ballad Of A Thin Man – Happy Birthday – Thunder On The Mountain – Like A Rolling Stone.

P.B.

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