Bob Dylan – Palalottomatica, Roma 17 aprile 2009

 

L’ultima volta che avevo visto (e recensito) Bob Dylan in concerto risale ad appena 10 mesi fa. Era il concerto del 16 Giugno 2008 al Lazzaretto di Bergamo.
In questo show romano Dylan è parso forse più “stanco” rispetto alla performance bergamasca (anche se mentre suona, grazie a Dio, non sta fermo comunque!) ma, d’altra parte, ha manifestato uno spirito più romantico e poetico. Molte delle canzoni scelte lo dimostrano: “Don’t Think Twice, It’s All Right”, “Boots of Spanish Leather”, “Beyond the Horizon”…

Il Bob Dylan (and His Band!) show si svolge sempre uguale e sempre diverso da quello precedente. Anche questa volta ha diviso nettamente il pubblico (che in realtà era già diviso nelle opinioni ancora prima che cominciasse, ndr) tra chi ha gridato al miracolo e chi ha constatato l’ennesima delusione. Sentire quel tizio dietro di me che continuava ad urlare “Giuda!” in direzione di Bob Dylan, colpevole ovviamente di stravolgere totalmente gli arrangiamenti e a volte anche i versi delle proprie canzoni, mi ha portato alla mente chi lo insultava negli anni ’60 per aver tradito il folk in favore della chitarra elettrica o chi, più tardi, gli implorava di suonare i classici rock e non i pezzi di matrice profondamente cristiana (ottenendo una volta come risposta da Bob: “Se volete il Rock, andate a vedere i Kiss!”).

La capacità di Bob di stupirti supera sempre qualsiasi fantasia, ad esempio avevo immaginato che un omaggio realistico all’Italia ed alla Città Eterna potesse risolversi nell’esecuzione di “When I Paint My Masterpiece”, che racconta appunto di un suo viaggio a Roma, già proposta più volte durante questo tour europeo, ed invece niente. Ma l’omaggio per il pubblico italiano e capitolino è arrivato lo stesso: una chicca assoluta, l’esecuzione di “Return To Me” (vecchio successo di Dean Martin, scritto da Danny Di Minno e Carmen Lombardo) compresa l’ultima strofa cantata in italiano! “Ritorna da me, cara mia… ti amo, solo tu, solo tu, solo tu… mio Cuore…”. Prima di questa sera “Return To Me” (incisa nel 2001) non era mai stata cantata dal vivo da Dylan, una perla che nessuno poteva attendersi!

Un altro argomento di rottura del pubblico è la posizione laterale di Bob sul palco: se si guarda lo spettacolo dalle prime file appare chiaro il motivo per cui suoni quasi sempre alle keyboard di profilo rispetto al pubblico (vicino all’immancabile statuetta dell’oscar di plastica!): da lì è infatti facile vederlo fissare e scrutare attento e severo i suoi musicisti. In questo concerto di Roma ha “fulminato con lo sguardo” il chitarrista Stuart Kimball reo di aver “toppato” durante “Highway 61 Revisited”. Dylan non ha nascosto minimamente la sua vera e propria ira! Ha smesso di suonare ed ha alternato movimenti di nervosismo ad occhiatacce continue a cui rispondevano le facce semi-terrorizzate dei componenti della band.

Il conclusione si è trattato, come sempre, di un’esperienza dal sapore spirituale e mistico. I classici (in forma nuova) ci sono stati (Like a Rolling Stone, Blowin’ in the Wind, All Along the Watchtower su tutti) i brani più ricercati non sono mancati (anzi!) e rispetto ad un anno fa è anche tornato ad imbracciare la chitarra per due brani.

La prossima settimana uscirà il nuovo album “Together Trough Life”, del quale non sono stati ancora suonati brani dal vivo come inediti, poi il tour continuerà negli States: tra qualche mese, statene certi, sia quelli che sono usciti dal Palalottomatica di Roma soddisfatti e sia quelli che invece non riescono proprio ad accettarlo così com’è oggi, torneranno a contare i giorni che li separeranno dal prossimo concerto di Bob Dylan.

Setlist: Cat’s In The Well (Bob on keyboard) – Don’t Think Twice, It’s All Right (Bob on keyboard) – Things Have Changed (Bob on guitar) – Boots Of Spanish Leather (Bob on guitar) – The Levee’s Gonna Break (Bob on keyboard) – Sugar Baby (Bob on keyboard) – Tweedle Dee & Tweedle Dum (Bob on center stage – no harp or keyboard) – Make You Feel My Love (Bob on keyboard) – It’s Alright, Ma (I’m Only Bleeding) (Bob on keyboard) – Beyond The Horizon (Bob on keyboard) – Highway 61 Revisited (Bob on keyboard) – Love Sick (Bob on keyboard) – Thunder On The Mountain (Bob on keyboard) – Return To Me (Bob on keyboard) – Like A Rolling Stone (Bob on keyboard) – All Along The Watchtower (Bob on keyboard) – Spirit On The Water (Bob on keyboard) – Blowin’ In The Wind (Bob on keyboard).

Paolo Bianchi

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