Bon Jovi Udine 17 luglio 2011

Ci sono i concerti belli, brutti, epici, emozionanti, pessimi, colossali, disastrosi e quant’altro. Poi ci sono gli eventi storici, che trascendono qualsiasi definizione e che restano per sempre nell’immaginario collettivo come una raccolta di sensazioni, situazioni e momenti assolutamente irripetibili e unici nel loro essere talmente speciali da risultare quasi ultra terreni.

I BON JOVI SUL PALCO, GUARDA LE FOTO

Questo è in sintesi il concerto di Udine dei Bon Jovi, una serata in cui il rapporto pubblico-band e band-pubblico ha toccato vette francamente impronosticabili per qualsiasi show che gira per il globo. Vedere Jon Bon Jovi, il leader, il cantante, uno dei frontman migliori di sempre, ma anche il multimiliardario cinico manager di una multinazionale musicale, commuoversi e piangere pubblicamente in due occasioni, sconvolto dalla partecipazione dei fans e dalle coreografie preparate per mesi dal BonJoviClubItalia, fa pensare che alla fine potresti anche smetterla di fare il giornalista perchè hai veramente visto (e vissuto) qualcosa che non sarà mai superato.
I toni trionfalistici non sono fuori luogo, gli oltre 40mila spettatori dello Stadio Friuli sanno di aver assistito ieri sera a uno spettacolo impossibile da replicare. Si potranno fare altre sorprese alla band, i BJ potranno suonare altre canzoni, potranno esibirsi di fronte a platee più vaste, ma nulla supererà quanto successo ieri. Una setlist inizialmente settata per durare poco più di un paio d’ore, si è trasformata in una festa di quasi 180 minuti, con encore continui e “I Love This Town“, suonata dopo “Always” come bis speciale riservato abitualmente a pochissime città elette (Londra per dirne una) nel mondo. Un successo senza precedenti per i Bon Jovi in Italia e un pubblico che è riuscito nell’incredibile impresa di essere molto più che all’altezza della situazione, con una partecipazione favolosa che ha coinvolto tutti, fino all’ultimo spettatore piazzato nella curva opposta al palco. Un motivo d’orgoglio per i fans italiani che hanno definitivamente segnato i propri beniamini. Lo stesso Jon ha più volte ripetuto che questa è stata “A night to remember”, scandendo con frequentissimi “Unbelievable” quanto vedeva davanti a sè. Dal canto nostro abbiamo sudato e corso come dei pazzi ma la fantastica collaborazione di promoter, label e BJ Management ha agevolato il tutto. Online prossimamente foto e video, non solo dallo show ma anche a porte chiuse e durante il backstage tour. Non ho volutamente detto nulla sul lato musicale perchè è passato in secondo piano rispetto a quanto esposto sopra. I Bon Jovi hanno suonato benissimo, sound ottimo sia nel diamond ring che sugli spalti, Jon ha regalato una prestazione vocale strepitosa e Richie, Brian e Tico si sono confermati musicisti superiori. Pecche? Nulla dai primi due (bellissimi) dischi, ma a questo oramai c’abbiamo fatto l’abitudine. More to follow…

J.C. – Foto ‘in the crowd’ by Gabriella Costantino

Per una volta, i proclami stile stampa inglese fatti in sede di promozione non sono stati fuori luogo: quello di Bon Jovi, salvo miracoli dell’ultimo minuto (che potrebbero arrivare solamente dagli Arctic Monkeys, la vediamo dura..) è effettivamente il concerto dell’anno. Uno show limitato negli spazi, con la band costretta dalla pioggia ad usare una relativamente piccola area del palco, ma enorme dal punto di vista delle emozioni.
La news più importante è che JBJ con la voce c’era: il buon Jon fa dimenticare alcune performance imbarazzanti (MTV EMA 2010 tra le più recenti) con un concerto maiuscolo. Grazie a ciò, canzoni come “Bed Of Roses“, “Dry County” (la prima vera chicca della serata) e “Always” fanno cadere lacrime tra il pubblico. Band che comunque non sbaglia un colpo, con un Sambora che sembra aver dimenticato il rehab che rischiò di annullare la sua presenza per tutto il tour europeo.
La scaletta è stata enorme e, grazie all’allungamento esasperato di alcuni pezzi (“Bad Medicine/Pretty Woman/Shout” è durata 10 minuti buoni) e un lunghissimo encore nel quale si respirava l’aria dei live di Bruce Springsteen, ha portato la durata dello show a quasi tre ore. Il valore aggiunto del concerto di Udine resta comunque il pubblico, grazie ad una coreografia clamorosa curata e autofinanziata dal fan club italiano. A dimostrazione che otto anni di attesa per un concerto di Jon Bon Jovi sono effettivamente troppi.

Nicola Lucchetta

Setlist: Raise Your Hands, You Give Love a Bad Name, Blood on Blood, We Weren’t Born to Follow, The Radio Saved My Life Tonight, It’s My Life, Captain Crash & the Beauty Queen From Mars, We Got It Goin’ On, Bad Medicine / Pretty Woman / Shout, Spanish Harlem, Bed of Roses, I’ll Be There For You, Who Says You Can’t Go Home, I’ll Sleep When I’m Dead,
Love’s the Only Rule, Have a Nice Day, Keep the Faith, Dry County, Wanted Dead or Alive, In These Arms, Just Older, These Days, Livin’ on a Prayer, Lie to Me, Always, I Love This Town.

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