Brian May & Kerry Ellis – Cliff Pavilion, Southend On The Sea 19 maggio 2011

Tour atipico e di cui da noi si è parlato ben poco, quello di Brian May e Kerry Ellis. Difficile entrare nella testa di un fan nostrano: al proprio artista preferito si richiede sempre qualcosa di nuovo, salvo poi lamentarsi perché “non è più quello di una volta”. Probabilmente questo paradosso è alla base della pochezza di notizie che derivano da un tour sorprendente, che nel Regno Unito sta facendo notizia e che ha portato alla ribalta un’artista, Kerry Ellis, sbocciata nella prima edizione del musical “We Will Rock You” e fresca di un album sorprendente prodotto dallo stesso May. In Italia l’album non è nemmeno uscito e questo rende bene l’idea dell’illuminazione che da qualche anno pervade i discografici del nostro paese.

Detto ciò, Anthems è uno spettacolo che si fa godere moltissimo e che riporta sul palco un Brian May pieno di voglia di suonare e di divertirsi. Dopo una solenne “Overture” ed un Brian vestito in modo eccentrico come non lo si vedeva da anni, ecco l’ingresso della Ellis per l’iniziale “Dangerland”, tratta proprio dal nuovo lavoro. Il chitarrista dei Queen non si è limitato a produrre l’album, ma ha prestato il proprio talento all’intero disco, suonando in tutti i brani, accompagnato da altri ospiti d’eccezione: Roger Taylor, Taylor Hawkins dei Foo Fighters e Rufus Taylor, figlio di Roger. Proprio Rufus, dietro alle pelli anche durante il tour, si è rivelata la sorpresa maggiore: batterista dotatissimo, ha mostrato di aver già superato l’illustre genitore in quanto a tecnica. Tutta la serata, come logico, si è divisa tra brani di “Anthem” ed altri tratti dal repertorio della band inglese; la voce della cantante è sembrata maggiormente a proprio agio sui brani scritti per la sua voce, anche se con l’andare della serata è sembrata più sicura anche su quelli dei Queen: in particolare “Somebody To Love” e “We Are The Champions” sono sembrati i più adatti alla sua estensione vocale, anche se il massimo dell’alchimia tra i due è arrivata su “Tie Your Mother Down”, storicamente proposta in apertura da Mercury e soci e qui scelta (a sorpresa) per chiudere le danze.

Molto bella la parte centrale dello show, quella in cui Brian è rimasto solo sul palco proponendo le classiche perle, tra le quali è spiccata l’ormai immancabile “Last Horizon”, al centro della quale ha trovato spazio il solo di “Brighton Rock”. La sorpresa più bella rimane, tuttavia, l’esecuzione di “Save Me”, brano tra i più amati dai fan e che non si sentiva da tempo immemore…In attesa del ritorno di Roger per le celebrazioni dei quarant’anni della Regina…

Setlist:
Overture – Dangerland – I Am Not That Girl – I Can’t Be Your Friend – Diamonds Are Forever – Somebody To Love – Last Horizon – Love Of My Life – Some Things That Glitter – Save Me – No-One But You – You Have To Be There – I Love It When You Call – We Will Rock You – We Are The Champions
Encore
Anthems – Defying Gravity – Tie Your Mother Down

Luca Garrò

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