Bruce Springsteen Milano San Siro 7 giugno 2012

Bruce Springsteen in concerto a Milano, Stadio San Siro, il 7 giugno 2012. Uno dei seri candidati al trono di evento dell’estate è indubbiamente il ritorno di Bruce Springsteen in Italia. Fans assiepati dalla sera prima, una stimata affluenza di oltre sessantamila persone e una sfilata di vip o presunti tali alla Sala Executive del Meazza dalle 19 in poi a cercare l’attimo giusto per farsi la foto con Jake Clemons e Little Steven. Il primo dubbio che però ci assale è relativo appunto all’orario d’inizio della serata: sono le 20:15, gli spalti sono quasi pieni (il prato è già abbastanza packed up come dicono negli States) e lo show sta già accumulando il classico ritardo accademico…sforeremo anche oggi?

Si parte poco dopo le 20:30, l’audio è molto migliorato rispetto ai precedenti eventi al Meazza, anche grazie alle casse supplementari aggiunte per favorire l’esperienza sonora anche per chi staziona al secondo e terzo anello. Springsteen e la E Street Band prendono lo stage con “We Take Care Of Our Own” ed è subito pandemonio: salta chiunque tanto che in tribuna stampa i portatili e gli I-Pad sobbalzano manco a un gol di Milito/Ibra (dipende per chi tifate). Scenografia minima se escludiamo tre schermi nemmeno tanto mega che trasmettono le immagini del concerto. Ma si sa, da Springsteen conta la musica e quella è ottima e abbondante come sempre: con “Badlands” si dà ufficialmente il via alle danze, di lì a poco un commosso omaggio a Clarence Simmons con tutto lo stadio che applaude e una “Spirit In The Sky” che toglie anche gli ultimi dubbi: sarà una serata da ricordare.


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La presa che ha il Boss sui presenti è allucinante, dopo tutti questi anni e miliardi di show l’entusiasmo è sempre il solito, la devozione e la partecipazione dal primo pit sotto palco all’ultima fila del terzo anello verde è assoluta: un gigantesco rito rock e di liberazione dalle pene terrene è ciò che si avverte nell’aria, lo stesso Bruce parla spesso in italiano tra i vari pezzi, racconta come Clarence possa sentire dall’alto le voci dei fans, di come il lavoro e la crisi economica hanno causato e causano sofferenze in America e in Italia allo stesso modo, dice di tenere duro e di crederci sempre; lui in qualche modo questa sera riesce a far dimenticare tutto questo. Uno spettacolo che celebra l’arte Musicale oltre ogni livello, che unisce e rende speciale essere vivi e presenti al Meazza. E’ difficile dire “Springsteen non mi piace”, specialmente se non lo si è mai visto su un palco a esibirsi. Le canzoni stesse passano in secondo piano, l’E Street Band potrebbe suonare anche una jam session di tre ore, andrebbe bene ugualmente.

Jack Of All’s Trade” e una mostruosa versione di “Shackled And Drawn” portano a “Waitin’ On A Sunny Day” dove Bruce tira su una bimba dal pubblico per farle cantare il ritornello insieme a tutto il pubblico, passa quindi il microfono a un altro pupone in prima fila per un ultimo chorus prima di far ripartire a pieno regime l’E Street Band. Quindi il Boss si siede al pianoforte per un momento intimo, lo stadio si zittisce di colpo e si ascolta “The Promise“, per poi tornare a cantare a squarciagola “The River“.

Country, folk, blues, rock, soul, gospel…tutto è rappresentato da un ensemble incredibile che non si ferma mai e continua a proporre brani uno dietro l’altro. Sono oramai le 23:20 passate, siamo reduci dall’impatto di “Radio Nowhere” e dalla speranza di “Rocky Ground” (dopo i ringraziamenti di Bruce a città e fans “This audience, this place is special, Italia, Milano, San Siro is the best, primo!“) e oramai si aspettano solo i fuochi d’artificio conclusivi che rispondono al nome, tra le altre, di “Born In The USA” e “Born To Run“, che vincono il premio assoluto per i maggiori ondeggiamenti regalati agli spalti, qualcosa di incredibile (con tanto di stadio illuminato a giorno a cui seguiranno ancora “Dancing In The Dark“, “Tenth Avenue Freeze Out“, “Glory Days” e “Twist And Shout“)! Un concerto di tre ore e mezzo e di prima categoria, che non teme alcun confronto con altri spettacoli musicali di qualsiasi tipo, con protagonista un’icona, una leggenda vivente della Musica che non accenna ad arretrare di un centimetro dalla propria posizione di dominanza assoluta. In attesa delle foto da pass, setlist, commenti a freddo e di qualche video, accontentatevi dello scarno resoconto vissuto live del passaggio a Milano di un Monumentale Bruce Springsteen.

J.C.

Setlist: We Take Care Of Our Own
Wrecking Ball
Badlands
Death to My Hometown
My City of Ruins
Spirit in the Night
The E Street Shuffle
Jack of All Trades
Candy’s Room
Darkness on the Edge of Town
Johnny 99
Out in the Street
No Surrender
Working on the Highway
Shackled and Drawn
Waitin’ on a Sunny Day
The Promised Land
The Promise (Piano Solo)
The River
The Rising
Radio Nowhere
We Are Alive
Land of Hope and Dreams
Rocky Ground
Born in the U.S.A.
Born to Run
Cadillac Ranch
Hungry Heart
Bobby Jean
Dancing in the Dark
Tenth Avenue Freeze-Out
Glory Days
Twist and Shout (The Isley Brothers cover)

 

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