Bruce Springsteen – Stadio Olimpico, Torino 21 luglio 2009

Per la seconda tappa del Working On A Dream Tour il Boss è ospitato questa sera dalla città di Torino. Arrivo allo stadio Olimpico quando i cancelli sono già stati aperti, mi posiziono più avanti che posso, nonostante non possa raggiungere il pit sotto palco non avendo però il tanto agognato braccialetto verde destinato agli eletti del Signore (ahimè). Si respira un’aria di attesa tra le fila del pubblico sia per quelli che già sono stati a Roma e che vogliono bissare le emozioni provate, sia per quelli che stasera hanno fame di sano puro rock’n’roll!

Alle 20:45 boato, eccolo! Pantaloni neri e gilet nero, tamarro come solo un vero rocker è: spiazza subito il pubblico aprendo con “Loose Ends” e mandando lo stadio in delirio! Segue “Badlands” con cui aveva iniziato lo show a Roma, quindi arriva “Hungry Heart” il cui il ritornello viene cantato con una sola voce da tutti i fans. Il Boss parla in italiano, chiama a gran voce Torino e sotto lo sguardo divertito del pubblico usa l’intercalare dialettale “Né”, tipico dei torinesi.
Unica nota negativa, forse diretta conseguenza della causa con San Siro, i volumi non sono sparatissimi, si sente tutto e bene ma è come se il sound fosse ‘trattenuto’. Si va avanti con la nuova “Outlaw Pete” a cui fa cornice uno sfondo rosso su cui viene proiettato il Grand Canyon: veramente suggestiva questa traccia dal vivo, con il suo ritornello trascinante cantato da un Bruce veramente ispirato, con tanto di cappello da Cowboy!
Lo show va avanti ed ecco che, imbracciata un chitarra acustica, parte una versione mozzafiato di “Working on the Highway”, a seguire il singolo del nuovo disco “Working on a dream”. Poi la tripletta miracolo: “Murders Inc.”, “Johnny 99” e “American Skin (41 Shots)” una versione da brividi con tutta la E-Street Band unita in un solo suono struggente…indimenticabile!

Lasciata la band da sfondo a suonare le note finali di “Raise your hands”comincia la ormai immancabile raccolta dei cartelloni: arriva di tutto sul palco e il Boss non lesina certo al pubblico le attenzioni, a parte i bagni di folla con strette di mano e baci che coronano tutto il concerto, il Nostro si carica di quanti cartelli può portare, arriva sul palco perfino un materassino delle Winx su cui fa finta di nuotare! delle richieste vengono accettate la mitica “Travelin’ Band” dei Creedence Clearwater Revival, poi scartando tre buste numerate che hanno però solo un contenuto, salta fuori “Drive all Night” che regala a tutti e al sottoscritto un momento unico di commozione, con un sax di Clarence da brividi; non è finita però, due cuori di cartone vengono messi di fronte al microfono, è il momento di “Two Hearts”.
Siamo arrivati solo a metà di quello che ci aspetta, e dal cappello spunta “My love will not let you down”; a seguire una corale “Waitin’ on a sunny day” che Bruce fa cantare con tanto di microfono a un fanciullo delle prime file.
Poi è una corsa verso la fine attraverso classici intramontabili “Backstreets”, “Promise Land”, “My Hometown”, l’accoppiata già proposta “Lonesome Day”/ “The Rising” e l’intramontabile “Born to Run”.
Siamo ormai a quasi tre ore di concerto, con una scaletta che davvero non si può dire non abbia accontentato anche i palati più fini. Nel bis vengono proposte “Land of Hope and Dreams”, la ‘folkettiana’ “American Land” e poi, quando ormai mi aspettavo la “solita” “Bobby Jean”, ecco arrivare come una mazzata “Glory Days”. Vi lascio immaginare la reazione. Ancora scintille con “Dancing in the Dark”, dove sul finale una timida bambina viene invitata sul palco a ballare e per finire la cover medley “Twist and Shout/La Bamba”.

Che dire… Springsteen veramente in forma e altrettanto di può dire della E-Street Band: Little Steven &co., su tutti  Max Weinberg che non perde un colpo, preciso e potente, quindi Clarence Clemons che con le sue unghie dorate è sempre immenso sia nella stazza e che nella musica.
Ditemi se c’è un artista che a sessant’anni suona per tre ore di fila, cambiando scaletta ogni volta, che prende le richieste del pubblico e le esegue, quando potrebbe fare ogni sera il solito greatest hits (come in molti ormai fanno da anni perché forse alla passione è subentrato il lavoro). For those about to Rock: un concerto del Boss è una cosa da vivere almeno una volta nella vita!

Setlist: Loose Ends – Badlands – Hungry Heart – Outlaw Pete – Working On The Highway – Working On A Dream – Murder Inc. – Johnny99 – American Skin (41 Shots) – Raise Your Hand – Travellin’Band – Drive All Night – Two Hearts – My Love Will Not Let You Down – Waitin’ On A Sunny Day – Promise Land – My Hometown – Backstreets – Lonesome Day – The Rising – Born To Run – Land Of  Hope And Dreams – American Land – Glory Days – Dancing In the Dark – Twist And Shout/La Bamba

Renato Ferreri

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