Buena Vista Social Club – Palamazda, Milano 31 Agosto 2006

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Lontani anni luce dal clichè del music business che stritola i giovani musicisti annullandone la personalità, sfruttandoli fino all’osso fino a portarli all’autodistruzione (siringa, fucile, poco importa), qui siamo a una nuova frontiera, lo sfruttamento degli anziani.
E se di solito il business si fa sui morti, qui si fa nonostante i morti. Perché i tre volti più rappresentativi dell’ensemble messo insieme da Ry Cooder nel 1996 pescando tra i nomi di maggior spicco della musica cubana pre-revoluciòn sono ahiloro scomparsi. Ma lo spettacolo deve continuare, e quindi dopo averli sostituiti con giovani talenti il nome Buena Vista Social Club può essere utilizzato ancora per spremer qualcosa.
Solo quattro sono i superstiti del nucleo originale, e due sono decisamente poco entusiasti di trovarsi sul palco, Elíades Ochoa alla chitarra e Orlando “Cachaito” López al contrabbasso, quest’ultimo anche in evidenti difficoltà fisiche, accompagnato per salire e scendere la scala che sale sul palco.
Il resto del gruppo invece carbura molto bene, con qualche giovane innesto di valore e parecchi musicisti anziani, per un totale di 11 persone sul palco capaci di creare un gran bel suono. I due cantanti, oltre alle ottime doti canore si rivelano performer consumati, e scatenano l’entusiasmo di un Palamazda quasi pieno, complice anche la gratuità dell’evento. Il pubblico gradisce molto, pur se spiazzato dalla quasi totale assenza di brani tratti dal cd (e quindi sentiti nel film), relegati solo nei bis. Scelta piuttosto strana, che peraltro fa esplodere tutti i presenti nel canto quando arriva il momento dei brani conosciuti.
La serata quindi risulta in ogni caso riuscita e gradita a tutti i presenti. Di certo capita raramente di sentire musica latina a questi livelli dalle nostre parti, ed è un piacere vedere tante persone riunite per l’evento. E lo spettacolo continua.

S.R.

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