Chickenfoot – Pistoia Blues, Pistoia 3 luglio 2009

Su disco mi erano piaciuti, ma non così tanto da gridare al miracolo. Dal vivo, invece, sono un’esperienza che mi sento di consigliare a qualsiasi persona dotata di un minimo di senno. Pistoia ha accolto i componenti del supergruppo americano come dei veri sovrani, riempiendo totalmente la piazza storicamente adibita al festival italiano blues per eccellenza e tributando loro ogni tipo di ovazione.

L’attesa maggiore era indubbiamente per Joe Satriani, alla prima vera esperienza come semplice pedina di un gruppo e non come attrazione principale della serata.  Satch, da grande professionista quale è, si è immerso totalmente nella nuova parte, regalando assoli in quantità, ma sempre totalmente funzionali ai nuovi pezzi e mai sopra le righe. Una dimostrazione di umiltà e dedizione alla causa sorprendenti. La sensazione generale è proprio quella di quattro musicisti che credono davvero nel progetto, che si divertono (continueranno a ridere per tutto lo show) e che sembrano non sentire minimamente il passare degli anni. Prendete  Sammy Hagar, per esempio: quasi 62 anni di uomo che urla e corre per due ore senza sosta, che canta con un entusiasmo contagioso e che tiene in pugno migliaia di persone muovendo soltanto una mano. Senza contare che, alla fine dello show, prendendo in mano per la prima volta l’elettrica dimostra a tutti che avrebbe potuto pure suonarsi tutte le parti di chitarra…

Rispetto alle prime date del tour qualche pezzo non viene eseguito, ma essendo all’interno di un festival era anche immaginabile; peccato perché Highway Star e Rock ‘n Roll si sarebbero fatte ascoltare volentieri. Non può mancare una parola per la sezione ritmica, senza dubbio una delle più potenti mai sentite: Michael Anthony d’aspetto pare il più vecchio, ma basta sentire l’opener della serata, la bella Avenida Revolution, per capire che il buon Mike ha ancora tantissimo da dare. Oltretutto urla come o più di Hagar, sostenendo il compagno sui cori più impegnativi o unendosi ai suoi per alzarli di qualche tono. Infine, Chad Smith. Il batterista dei Red Hot sembra il vero leader del gruppo: introduce la band, tiene alto l’umore del pubblico con le sue battute ma, soprattutto, è il vero motore dei Chickenfoot. E pensare che il concerto di Madrid che si sarebbe dovuto tenere due sere prima era stato rimandato per via di un brutto colpo alla mano subito dal drummer…Una delle cose da non perdere quest’estate.

Setlist: Avenida Revolution – Soap On A Rope – Sexy Little Thing – Oh Yeah! – Runnin’ Out – Get It Up – Down The Drain – Future In The Past – Bitten By The Wolf – Bad Motor Scooter (Montrose cover).

Luca Garrò

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