Concerto Adam Green Carroponte Milano 30 maggio 2013

adam green

Adam Green è il padre degli indie moderni, e fin qui non c’è niente da aggiungere. Cantastorie newyokese classe 1981, Adam suona da quando ha 14 anni (vi dice niente il nome The Moldy Peache”?), pattina sul filo del folk ed è tanto ma tanto simpatico. E’ il 30 Maggio ed è arrivato finalmente il giorno di Adam Green al Carroponte. Purtroppo la temperatura non è quella che ci si aspetterebbe a fine Maggio e il Carroponte è un posto all’aperto (forse sarebbe stato il caso di cambiare location), ed è anche un po’ fuori mano (Sesto San Giovanni), e poi i veri indie sono tutti a sentire i Kasabian gratis in Piazza Duomo, ché spendere 11 euro e 50 non fa per niente figo. Fatto sta che il pubblico non è molto numeroso, ma Adam se ne frega e tira fuori uno show di quelli che i cantanti moderni dovrebbero vedere per capire finalmente che dovrebbero cambiare mestiere.

Con cappello di paglia, barba lunghissima e jeans, Adam sale sul palco con un gran sorriso e un “CCCIAOOOO” che scalda i cuori della platea. Arriva quasi subito Caroline e la voglia di salire sul palco e abbracciarlo fortissimo è davvero tanta. Scambia ogni tanto qualche parola con il pubblico, ma ad essere sincera non è che abbia capito granché, dato il suo strambo modo di parlare. Molto divertito dalla risposta positiva dei milanesi, Adam si butta a capofitto nel vasto universo delle sue canzoni (8 album da solista, uno con i Moldy Peaches) e si districa tra i vari per un’ora e mezza, con tanto di balletti, saltelli, strani movimenti e soprattutto momenti acustici a filo palco da tirare fuori l’accendino.

C’è spazio per i suoi brani più famosi, come Jessica e Dance With Me, e anche per varcare il limite del palco con più di un tuffo sulla folla, con degli stage diving che tutti i presenti ricorderanno fino alla fine dei loro giorni. E’ il capo del genere, lo è sempre stato, e mi dispiace ma non si discute. E se non c’eravate, prima o poi, vedete di rimediare.

Denise D’Angelilli

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