Alter Bridge – Zenith, Parigi (Francia) 24 ottobre 2013

scaletta-concerto-alter-bridge-2013

Il concerto degli Alter Bridge a Parigi il 24 ottobre 2013 resterà a lungo impresso nella mia memoria. Non tanto per il fatto che mi sia fatto il trasfertone da solo come uno sfigato, questa è ordinaria amministrazione. Neppure per il piacere assoluto che ogni volta provo nel salutarli come fossero vecchi amici (per me ovviamente, loro si stan chiedendo da otto anni “ma questo chi cazzo è boh”) facendogli l’ennesima intervista. Non sarà facile dimenticarsi questa data perché ricordo benissimo Reggio Emilia 2005 e Cortemaggiore 2008. Quella band dal vivo oggi non c’è più. Ma non è per niente un male.

I ragazz(on)i sono sempre stati dei professionisti dello strumento assoluti, gente che passa la vita a suonare e provare, che non lascia niente al caso e che vuole offrire sempre delle prestazioni dal vivo di livello. E questo lo hanno sempre fatto, anche se ogni tanto Myles aveva l’influenza, se talvolta i brani li sparavano a quattrocento all’ora, se il sound era un po’ impastato. Ribadisco: sono da sempre una delle migliori band che sia possibile vedere dal vivo.

Punto e a capo. Ora sono delle macchine da Arena. Ma non piacioni con una batteria di fuochi artificiali dietro le spalle, con scenografie esagerate per distrarre dalla musica, con l’occhio all’orologio per non suonare più di un tot e con le backing tracks che vanno a sopperire a passaggi troppo difficili che non si è in grado di fare dal vivo (in queste caratteristiche rientrano un numero talmente impressionante di gruppi hard & heavy moderno che è pure inutile sottolinearlo. Ops, l’ho fatto). L’impatto che gli Alter Bridge hanno quando parte “Addicted To Pain” è spaventoso: volumi perfetti, sound rotondissimo e bombastico, Marshall e microfoni a cannone e si comincia. La fedeltà alle versioni originali dei brani presenti sui dischi è clamorosa, l’attenzione a riprodurre anche il dettaglio più nascosto è massima, non c’è una nota in più o in meno e tanto meno fuori posto. Myles si scalda gradualmente, prende tutte le note alte quando si lancia, non lavora di mestiere e piuttosto rimane basso anziché strafare. Delle macchine dicevamo. Ma che hanno conservato alla grande la propria identità, personalità e cazzonaggine. Lo si capisce dalle battutine che si scambiano presentandosi a vicenda quattro volte Mark e Myles, dai giochi col pubblico e dallo stupore mostrato per il delirio scatenatosi nel palazzetto nell’ultima mezz’ora.

A dire il vero inizialmente la folla presente allo Zenith (figata di posto clamorosa, andateci se vi capita prendendovi del tempo per girarvi la location e i dintorni del quartiere, pienissimo di posti dove mangiare e bere senza vendere un rene) fa schifo. Ingessati e con poche nozioni sui testi della band, eccezion fatta per una rappresentanza che si uccide felice nel parterre. Da “Metalingus” in poi fortunatamente è come se un elettroshock arrivasse ai presenti, e la serata anche da questo punto di vista svolta.


I pezzi estratti dal nuovo album (solo quattro? Dai oh io adoro “Blackbird” ma a sto giro da “Fortress” voglio sentirne almeno sei o sette eh) hanno una gran resa dal vivo. “Cry Of Achilles” a dire il vero potrebbe essere perfezionata se Mark affiancasse Myles nei ritornelli e anche qua e là nelle strofe. Kennedy si esalta a passare da un registro all’altro, ma la canzone potrebbe diventare ancora più eccezionale se i due facessero qualcosa di simile a quanto accade su “Waters Rising”. Lo ammetto, non avevo grossissime aspettative su questo pezzo (sento che qualcuno che conosco sta arrotando la scimitarra), ma sul palco è eccezionale, anche grazie (ma va?) alle armonie che i due frontman creano di continuo.

Il motivo per il quale però vale la pena vivere e spararsi queste trasfertone arriva verso fine set. Myles annuncia una prima assoluta, mi aspetto “Lover” già provata più volte in precedenza…e arriva “Calm The Fire”. Vicino a me anche altri fan sbroccano e iniziamo a esultare e pogare senza alcun senso in preda all’isteria. La canzone ancora deve iniziare ma vabbè. La resa del pezzo è migliorabile, Kennedy dice senza giri di parole ridendo “Abbiamo fatto cagare qua ma grazie dei vostri applausi, quando si fanno cose nuove il rischio di farle male è alto”. Troppo severo IL cantante hard rock del nuovo millennio, non c’è stato nulla di sbagliato e anzi, guai a voi se ora la levate dalla scaletta!

In precedenza si erano sentite le versioni migliori di sempre di “Metalingus” e “Broken Wings”, oltre agli inni d’ordinanza “Come To Life” e “Before Tomorrow Comes”. Anche “Blackbird” è una bomba, ma parte avvantaggiata dall’essere a priori uno dei brani più belli degli ultimi vent’anni. “Watch Over You” vede la comparsata sul palco della assai gnagna Lzzy Hale, con abito più elegante dello schietto miniultramegadiosanto-short con tanto di tacco 12 (o 15?) d’ordinanza sfoggiato durante l’apertura di serata. Lei è brava ma a sto giro esagera steccando il primo acuto, recupererà bene però meritandosi gli applausi di un pubblico che l’aveva già trattata bene anche quando il suo fratellino Arejay (A-r-e-j-a-y…no così, per dire, che nome dai ti credo che ti chiamano AJ…) Hale si era schiantato al suolo facendo troppo lo showman dietro la batteria degli Halestorm (grande energia per loro e buonissimo warm-up tra l’altro).

Il bis è travolgente, le prime due tracce di “AB III” suonate come su disco sono devastanti, della serie correre troppo a volte può risultare deleterio. “Open Your Eyes” ci manda tutti a casa felici, obbligandoci a iniziare il countdown per le date italiane di novembre (11 Roma, 12 Assago-Milano). Il messaggio credo sia chiaro: venite a sentire la versione 2013 degli Alter Bridge, l’ennesima evoluzione positiva e irrefrenabile di un gruppo che continua a macinare successi.

Scaletta
Addicted To Pain
White Knuckles
Come To Life
Before Tomorrow Comes
Brand New Start
Cry Of Achilles
Ghost Of Days Gone By
Ties That Bind
Waters Rising
Broken Wings
Metalingus
Blackbird
Watch Over You (acoustic, ft Lzzy Hale of Halestorm)
Calm The Fire
Rise Today
Slip To The Void
Isolation
Open Your Eyes

Condividi.