Concerto Capital Cities Milano Magazzini Generali 11 settembre 2013

I Capital Cities, duo rivelazione dell’estate 2013, e il loro synthpop contagioso hanno invaso la città di Milano per l’unica data italiana del tour di supporto a A Tidal Wave Of Mystery, album di debutto pubblicato il 10 settembre 2013. Ad aprire la serata il trio tedesco-lussemburghese Say Yes Dog, band che proprio questo venerdì pubblicherà il suo primo EP. I tre giovani sono ancora inevitabilmente acerbi, ma con il loro sound dance commerciale riescono, in poco più di mezz’ora, a far entrare nel mood i (ahinoi) quattro gatti presenti in quel momento ai Magazzini Generali.

I Capital Cities salgono sul palco alle 21 in punto, strabiliando con una cover elettro molto particolare di Breathe dei Pink Floyd, dimostrando subito di essere degli ottimi strumentisti e validi cantanti. Il pubblico, pressoché raddoppiato rispetto all’esibizione della band di spalla ma comunque ben lontano dal sold out, accoglie gli statunitensi calorosamente trasformando il locale milanese in un club dance. Ryan Merchant e Sebu Simonian, questo il nome al secolo dei due componenti della formazione, hanno dimostrato anche un’ottima capacità di intrattenitori.

Dopo l’intro in gran stile, comincia l’ascesa verso il meraviglioso mondo dei Capital Cities: ritmi ballabili e canzoni orecchiabili, che richiamano alla mente positività, colori e paesaggi soleggiati, come quelli della loro città: Los Angeles. E proprio durante la loro esibizione, gli americani sono stupiti da quanto il calore dei milanesi sia simile a quello dei loro concittadini. Dalla danzereccia Patience Gets Us Nowhere Fast, la cui intro ricorda a tratti la colonna sonora del film Flashdance, all’electrofunk Kangaroo Court, durante i 65 minuti di performance non si smette un secondo di ballare. Un esempio lampante è Center Stage che ha la sua coreografia, suggerita dagli stessi Simonian e Merchant: due passi a destra, battito di mani, due passi a sinistra, doppio battito di mani e giravolta.

Particolare menzione la meritano le cover: oltre alla già citata Breathe, la scaletta lascia spazio anche ad una Staying Alive resa attualissima e ad una versione di Holiday che, se possibile, è meglio dell’originale di Madonna. Inutile dire che la temperatura, già alta, si impenna con l’hit Safe And Sound, che dal vivo risulta ancora più ballabile e coinvolgente. Della stessa viene riproposta una versione remix come ultimo brano in scaletta, per trasformare quello che, fino a quel momento, era stato un concerto gradevole in una vera e propria festa.

La scenografia inesistente dimostra che sono sufficienti band e comprimari per rendere uno show interessante, senza bisogno di effetti speciali particolari. Sia chiaro, i Capital Cities non hanno inventato nulla, ma nel loro ci sanno davvero fare. E, se giocheranno con accortezza le loro carte, il passo per arrivare alla notorietà distaccandosi dalla categoria di artisti one hit wonder, potrebbe non essere così lontano.

Foto di Rodolfo Sassano

Setlist
Breathe (Pink Floyd cover), Chartreuse, Kangaroo Court, Farrah Fawcett Hair, Patience Gets Us Nowhere Fast, Stayin’ Alive (Bee Gees cover), Center Stage, I Sold My Bed, But Not My Stereo, Love Away, Safe and Sound, Holiday (Madonna cover), Safe And Sound (Cash Cash Remix)

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