Concerto Deep Purple Milano 21 luglio 2013

Concerto Deep Purple Milano 21 luglio 2013

I Deep Purple si sono esibiti in concreto il 21 luglio 2013 all’Ippodromo del Galoppo di San Siro, a Milano, in occasione del City Sound Festival 2013. Stasera sono attesi al Rock in Roma. E le premesse sono delle migliori. Chiamateli “dinosauri“, bollateli pure come residui di un passato che non c’è più, ma non potete negare la grandissima professionalità del gruppo. E il fatto che siano, a 45 anni dall’atto di formazione, delle leggende viventi. Ovviamente Ian Gillan si guarda bene dall’inserire in scaletta “Child In Time“, e a volte i suoi falsetti risultano un po’ sforzati, eppure si rivela ancora un ottimo cantante hard rock (a quasi settant’anni!) nonché un vero signore (i suoi ringraziamenti a fine concerto sono quasi commoventi). La location è piuttosto gremita, si va oltre le 5.000 presenze. Dato il peso dell’act, si sarebbe potuto fare persino di più, ma non c’è da lamentarsi. E in ogni caso i presenti (il pubblico è eterogeneo, di tutte le età)  sono fortunati a poter assistere a un’esibizione del genere.

I suoni non sono perfetti: sul lato sinistro la chitarra non si sente al meglio, mentre andando indietro, verso le tribune, il volume è un po’ troppo basso per la musica di una band del genere. Pazienza, non siamo andati a vedere i Deep Purple per lamentarci troppo. Ed è indiscutibile la passione che il complesso britannico ci mette nel sciorinare una setlist ricca di episodi presi dal nuovo “Now What?!” (fra cui spicca “Vincent Price“, forse il miglior estratto), ma soprattutto abbondante nell’enumerare i grandi classici del passato, quelli su cui il loro mito vive e prospera ancora oggi. La scaletta è molto simile a quelle delle date precedenti. E quindi è tanta roba. Manca “Highway Star“, eppure tale esclusione è compensata da parecchie perle pescate dal monumentale tritticoDeep Purple In Rock/Fireball/Machine Head“, fra cui non vanno taciute “Into The Fire” (brano sottovalutato se ce n’è uno), “Lazy” (con Gillan all’armonica), “No One Came” e il cavallo di battaglia “Space Truckin‘”. Scontata la presenza di “Smoke On The Water” (il riff hard rock più famoso di sempre, forse persino di più di “Whole Lotta Love” degli Zep), ottima l’encore con “Hush” e “Black Night” (altro pezzo sottovalutato, senti l’odore di un pub dei primi anni Settanta). Una serata di grande musica. Senza discussioni.

Stefano Masnaghetti


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