Concerto Elio E Le Storie Tese Milano 9 marzo 2012

Concerto Elio e le Storie Tese Milano 9 marzo 2012

Elio e le Storie Tese fanno segnare il sold out per la seconda data milanese del tour teatrale “Enlarge Your Penis”, al Conservatorio Giuseppe Verdi. Alle 21.10, con un lievissimo ritardo, Elio (al secolo Stefano Belisari) entra in scena cominciando ad intrattenere il pubblico con una gag: gli altri componenti del gruppo sono in giro che stanno cercando un parcheggio.  Da lì l’attacco della spassosissima “Cavo”, che vede prima l’ingresso di Mangoni e successivamente del resto della band, alla quale seguirà “La vendetta del fantasma formaggino”. Mangoni offre una delle sue performance recitative migliori nel ruolo del mago. A fine brano scatta un’altra gag che sarà il leit motiv dello show: simulano la conclusione tipica da concerto, con tanto di inchino verso il pubblico, quando arriva una missiva dal questore che li intima a suonare per due ore.

Non ce n’è, Elio è un vero istrione, intrattiene il pubblico come uno showman navigato. Inscena lo sciopero del cantante, chiedendo a Rocco Tanica di cantare “Shpalman”, che è una delle tracce che riscontra più successo tra il pubblico pagante. E a proposito di pubblico, mi guardo attorno per una stima approssimativa: tanti giovani, ma anche famiglie e fan non proprio di primo pelo. Mettere d’accordo una fetta di pubblico così vasta non è da tutti, ma per la band è un gioco da ragazzi. Dopo “Aborto”, introdotta come il pezzo che doveva vincere l’edizione di Sanremo di vent’anni fa (e la maggior parte dei presenti pensavano erroneamente a “La Terra dei Cachi” la quale, fra parentesi, è di 16 anni fa) e la chicca “Cartoni Animati Giapponesi”, è la volta di due inediti: “Enlarge Your Penis”, che parla di Internet e di spam, preceduta da “Come gli Area” che viene presentata come canzone ispirata al gruppo di Demetrio Stratos, al quale pochissimi (sì, POCHISSIMI, come si fa a non sapere chi sono gli Area???) dedicano un applauso.  Dopodiché si susseguono l’uno dietro l’altro, con brevissimi sketch, classici come “Cateto”, “TVUMDB”, “Abbecedario” fino ad arrivare inesorabilmente a “Parco Sempione” che vince il premio di pezzo più cantato durante il concerto. Mi chiedo, quanti in sala avranno capito seriamente il vero significato del brano? Non molti, presumo.

L’encore si apre con Belisari che parla dell’associazione italiana afasici (AITA) poi le parole lasciano il posto alla musica con “Pippero” e “Tapparella”, degna conclusione di un concerto grandioso ad opera di un gruppo di cotanto valore. Dal punto di vista meramente tecnico, gli Elii dimostrano ancora una volta di essere dei mostri di bravura, Elio è impeccabile come sempre, Paola Folli è splendida nel cantato femminile e una struttura come il conservatorio fa risaltare meravigliosamente tutti questi dettagli rendendoli un amalgama perfetto, mentre i siparietti di Mangoni regalano una bellissima cornice, nonostante la seriosità della location. Perché diciamolo: solo gli EeLST sono in grado di far fare boiate (nel senso buono del termine) ad un pubblico in un contesto simile. Magistrali, come sempre.

Setlist: Cavo – La vendetta del fantasma formaggino – Shpalman – Aborto – Cartoni Animati Giapponesi – Come gli Area – Enlarge Your Penis – Plafone – Abbecedario – Nudo e senza cacchio – Cateto – TVUMDB – Discomusic – Born to be Abramo – Parco Sempione. Encore: Pippero – Tapparella.

Claudia Falzone

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