Concerto Kate Nash Bologna Covo Club 2 ottobre 2013

La medio borghesia bolognese, accompagnata dalla solita tribù studentesca, si sveglia e si presenta al Covo di Bologna nonostante i primi freddi autunnali per l’unica tappa italiana della riot grrrl Kate Nash. Ad aprire il concerto dell’artista londinese un terzetto di 3 giovanissime ragazze: the Tuts. Queste ragazze suonano un pop rock allegro e scanzonato che ricorda molto la musica degli She & Him, il duo capitanato da Zooey Deschanel, con brani che parlano delle loro prime esperienze di vita e di ragazzi stupidi e inesperti. Le Tuts sanno essere anche cattive e sfoderano anche energia punk che il pubblico sembra apprezzare molto.

Mentre il locale si è praticamente riempito ecco dalla folla salire sul palco Kate Nash. Kate inizia suonando il basso e forse per ambientarsi alla folla italiana presenta brani molto pop, ma al quarto brano abbandona il basso e chitarra si diletta solo vocalmente anche in mezzo al pubblico. Con la struggente Oh riprende il basso, luci soffuse e il clima si fa più per malinconico, ma dura poco…dopo un ennesimo cambio di strumento è ancora festa con Conventional Girl.

Se all’inizio poteva sembrare un classico concerto pop, adesso l’atmosfera si è surriscaldata notevolmente, anche grazie alla famosissima Foundation. Il picco del concerto si ha sulle note del brano reso famoso dai Fidlar, gruppo punk californiano in Italia praticamente sconosciuto. Sulle note di Grrrl Gang Kate, la sua chitarrista (bravissima) Linda e le Tuts si scatenano sul palco e cantano e ballano tutte insieme con l’aggiunta di molte fans in delirio. Divertimento, stage daving e tante risate.. cosa che in molti concerti ultimamente è difficile vedere.

Un po’ Juliette Lewis, un po’ Melissa Auf Der Maur: ecco cos’è per me Kate Nash, dotata di una voce incredibile che risalta soprattutto quando ha proposto una versione a cappella di Lullaby For An Insomniac prima di salutare definitivamente il caldissimo pubblico bolognese.

Grazie a Carlo Vergani

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