Concerto Rammstein Codroipo (UD) Villa Manin 11 luglio 2013

Tanto bello come di consueto lo scenario di Villa Manin, quanto infauste le condizioni meteorologiche. Questo, quasi sicuramente, il pensiero comune che frullava nelle teste dei diecimila in attesa di Volbeat ma soprattutto Rammstein poco prima dello show. Un vero e proprio diluvio infatti, ha battezzato la serata verso le venti, creando pure qualche problema tecnico che ha fatto slittare di mezz’ora l’esibizione d’apertura, e creato ulteriore ritardo al cambio palco, allungando la serata oltre il consueto.

La festa non è stata comunque rovinata, e quando alle ventuno i Volbeat si presentano sulle assi del palco e attaccano le prime note, già tutto il pubblico comincia a ballare. Poche volte abbiamo assistito a un pressoché totale coinvolgimento dei presenti già alla prima schitarrata. I danesi, molto più famosi e seguiti in Europa che qui, vanno a solleticare le corde giuste con la loro miscela di rock, power punk e chitarre ribassate, rendendo difficile non muovere il piedino, e non perdendo il contatto con la folla neanche durante una piccola empasse dell’impianto di amplificazione, forse ancora zuppo per la pioggia caduta. Se forse si può criticare loro una certa staticità compositiva e poca coesione stilistica tra pezzi ora totalmente rock anni ‘50 poi praticamente nu-metal, c’è però da dire che il tutto contribuisce a divertire, complice pure la voce misto di Glenn Danzig e Ozzy di Michael Poulsen e il lavoro preciso di “prezzemolo” Rob Caggiano alla chitarra. Promossi, e atmosfera da rock dance-floor durante tutti i quarantacinque minuti suonati.

La pioggia dà tregua solo a sprazzi, e la preparazione per la mastodontica scenografia dei Rammstein è comunque più lunga del previsto, ma complice forse anche l’alto numero di tedeschi, austriaci e sloveni pervenuti, l’aplomb è comunque massimo. Poi, le luci si spengono, il sipario cade, e Ich Tu Dir Weh ci porta dritti dritti nel marziale universo Rammstein. Siete mai stati al circo? Beh, ecco, non siamo poi così distante da quel tipo di spettacolo: un clown che diverte subendo angherie (Flake), il domatore (Till Lindemann) e diversi giocolieri e mangiafuoco (resto della band e comparse varie), il tutto naturalmente ambientato nella fabbrica di siderurgia pesante della premiata ditta Rammstein e co. tra fiamme, fumi e luci abbaglianti. Ovviamente, e per fortuna, c’è la musica a far la differenza. Se è impossibile per i sei tedeschi prescindere dal teatrale contorno visivo che li ha resi famosi, non da meno colpisce la perizia musicale: sempre precisi, sempre nella giusta atmosfera, Kruspe, Lindemann e soci passano da anthem marmorei come Keine Lust e Feuer Frei! a pezzi atmosferici alla Ohne Dich e ancora a hit elettroniche e industriali del calibro di Sehnsucht e Links 2-3-4.

Non passa canzone che i nostri non sfoderino un colpo ad effetto, accompagnando i diciotto pezzi di questo best of tour con altrettante invenzioni sceniche, in un tripudio di fuochi d’artificio, maschere lanciafiamme e simulazioni di sodomia (sempre a danno del povero Flake). Benzin, Asche Zu Asche, Mein Teil e Du Hast gli ulteriori picchi dello show, durante i quali il gruppo non perde un colpo e la folla adorante reagisce ululando e scodinzolando a più non posso. Arriviamo ai bis (Mein Herz Brennt, Sonne e una Pussy che in verità ha un po’ sfigurato) che è passata la mezzanotte. Tutti felici, tutti contenti, tutti a letto: grazie ai Rammstein per lo stupendo spettacolo.

Luca Paron

Rammstein setlist: Ich Tu Dir Weh, Wollt Ihr Das Bett In Flammen Sehen?, Keine Lust, Sehnsucht, Asche Zu Asche, Feuer Frei!, Mein Teil, Ohne Dich, Wiener Blut, Du Riechst So Gut, Benzin, Links 2-3-4, Du Hast, Bück Dich, Ich Will, Mein Herz Brennt (Piano Version), Sonne, Pussy

Condividi.