Concerto Rihanna Forum Assago Milano 12 dicembre 2011

Rihanna si è esibita in concerto al Forum di Assago (Milano) il 12 dicembre 2011. Se consideriamo che Katy Perry e Kylie Minogue avevano monopolizzato la prima parte di stagione con i loro show, se i Take That avevano dominato l’estate, possiamo affermare che l’appuntamento con Rihanna era sicuramente l’evento pop più atteso di questa terza parte di 2011 (Lady Gaga aveva spaccato a fine 2010 e chissà se Madonna tornerà nel 2012…). La consacrazione di RiRi è arrivata data dopo data e album dopo album, considerato che “Talk That Talk” è uscito un anno dopo il precedente: ora è nell’olimpo del pop di massa di nuova generazione insieme appunto a GaGa, Katy e Beyoncè e i suoi sold out multipli sono lì a dimostrarlo.

Dopo un’ora (un’ora maledizione, ndr) di djset di Calvin Harris, il boato che precede l’inizio del set di Rihanna quando si spengono le luci è spaventoso, l’attesa spasmodica e la fauna che compone parterre e spalti di Assago è variopinta, appariscente, etero e non, bisex, tamarri dell’Hollywood in cerca del rimorchione facile, tipelle over -enta con probabilmente la stessa mira, bimbi e bimbe, giovanissimi e ragazzine con tanto di genitori al seguito: folla delle grandi occasioni (compresi diversi vip in tribunetta dicono)! La star si porta appresso una produzione notevole, con schermi ovunque, impianto luci figo e rulli mobili, pianoforti volanti, piattaforme in ogni dove sullo stage, niente male ma avremmo potuto chiedere di più considerando che il contorno in certi casi è spesso più fondamentale della sostanza. Sei cambi d’abito per Rihanna dicono in giro (onestamente mi sono risparmiato il conteggio) e una buona tenuta vocale, certo non deve fare acuti ma la sua caldissima timbrica è di spessore e raramente accusa cedimenti, anche grazie a un supporto di coriste che spacca (oltre al pubblico che canta praticamente ogni sillaba, nota di merito questa, ndr). La band che la sorregge è guidata da un insospettabile Nuno Bettencourt che dirige e spara assolazzi ovunque può, confermandosi un maestro assoluto dello strumento, mentre il corpo di ballo e le comparse si sbattono come ossessi in coreografie dal sicuro impatto.

In sostanza un’oretta e mezza di grandissimo entertainment con qualche ottimo singolone e un pop/r’nb moderno sicuramente di qualità. Reazioni entusiastiche su “Shut up and drive” e “Hard” con progressivo aumento di delirio nel crescendo finale con “California King Bed“, “What’s My Name?“, “Cheers (Drink to That)“, “Don’t Stop The Music“, “Love The Way You Lie (pt2)” e l’inno “Umbrella“. Difficile che qualcuno sia uscito scontento, benchè la durata potrebbe anche aumentare un po’ tutto sommato, ma quando vedi gnocca a fiume (e tronchi d’uomo di colore per la controparte), ammiccamenti, mossette, palpeggiamenti multipli, lap dance su fan in lacrime estratta dal pubblico incastrato sul palco, bondage, sado e via discorrendo la musica in sè può anche passare in secondo piano senza che ce ne si accorga.

Foto amatoriali della serata tratte dal WWW

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