Crosby, Stills & Nash – Arena Civica, Milano 16 luglio 2010

Quando ormai credevo di poter vedere Crosby, Stills & Nash solo in dvd, ecco che il buon Rick Rubin ha deciso di dare loro una bella botta di vita che, come risultato, porterà un album di cover e, per il momento, un lunghissimo tour mondiale.

L’arena civica, stracolma e finalmente riportata in vita in modo sistematico, rappresenta la location perfetta per uno show che, per più della sua metà, sarà di natura acustica. Avendoli visti poche settimane fa a Londra, pensavo di essermi un po’ rovinato la sorpresa, sbagliandomi invece di grosso: quello che ad Hyde Park fu un set di un’oretta, qui supera le due ore, regalando emozioni difficilmente dimenticabili.

Inizio da brividi con “Woodstock”, che in molti s’aspettavano potesse addirittura chiudere le danze, seguita dalla splendida “Military Madness”, a dire il vero del solo Nash, che ci dimostra subito come gli ideali dei tre non siano cambiati di una sola virgola dagli anni ‘60. In un momento storico come quello che stiamo vivendo, i pezzi di CS&N, che potrebbero essere pura nostalgia, finiscono per sembrare di un’attualità impressionante.
L’antimilitarismo, quella, per alcuni versi, ingenua speranza nel flower power e di un futuro con meno ingiustizie è un po’ quello che servirebbe oggi, ma che probabilmente non accadrà mai. Le armonie vocali sono le stesse di sempre, nonostante l’età ed uno Stills incerto in un paio di occasioni ed i noti problemi di salute di Crosby (la cui voce mette ancora i brividi). Il più attivo è Nash, che canta la maggior parte dei brani e pare avere almeno cinque anni meno degli amici, anche se il vero motore musicale del combo rimane Stills, sempre più hendrixiano man mano che gli anni passano. E’ però Crosby a tenere in pugno il pubblico: ogni sua parola è attesa come una profezia e i suoi pezzi fanno impallidire gran parte della produzione dei seventies…La setlist è bilanciata alla perfezione tra classici e cover che presumilmente finiranno sul nuovo album. Di queste, a colpire particolarmente sono “Ruby Tuesday”e “Behind Blue Eyes”, che sembrano quasi essere state scritte pensando ad una loro interpretazione…Immancabili, sul finale, la magnifica “Almost Cut My Hair” (punto più alto della serata) e “Teach Your Children”, sulla quale anche i musicisti sembrano emozionarsi per il calore del pubblico milanese. God Bless Them.

Luca Garrò

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