Dag Arnesen Trio – Casa del Jazz, Roma 24 ottobre 2009

Dag Arnesen Trio – “Norwegian Song”
Dag Arnesen pianoforte
Terrje Gewelt contrabbasso
Pål Thowsen batteria

Questa sera alla CdJ la “Around Jazz” di Isio Saba ci presenta il primo di tre appuntamenti della rassegna “Piano 3angle” dedicata alla forma più classica del trio jazz.

E’ di scena un solista norvegese, Dag Arnesen, che ci propone una serie di temi ispirati alle musiche del suo connazionale Edvard Grieg (1843-1907). Grieg è autore di temi famosissimi (tutti conoscerete, ne sono certo, le arie del suo “Peer Gynt” anche per l’abbondante uso che se ne è fatto in diverse pubblicità televisive).

Ebbene il trio di Arnesen riesce a coniugare l’esposizione di questi temi coniugandola, con molta eleganza, a parti improvvisate.
L’esercizio ha dato frutti tanto interessanti da portare alla realizzazione di due pregevoli CD (Norwegian Song e Norwegian Song II).

La preparazione classica di Dag Arnesen (Bergen, Norvegia) si fa sentire già ai primi accordi (a sedici anni questo pianista era già solista nel “Concerto n.1 per piano ed orchestra” di Ludwig van Beethoven).

Ma evidentemente il richiamo del jazz ha avuto la meglio su questo autore eclettico e raffinato che ci ha proposto 90’ di musica molto elegante e ben suonata, dove le parti ‘rubate’ a Grieg si sono fuse con estrema fluidità agli spazi improvvisati, lasciando comprendere che tutto il materiale proposto è stato abbondantemente elaborato ed assimilato sia dal leader che dai due ottimi compagni di trio.

Le atmosfere del Nord Europa si rivelano in forma di semplici ‘lullaby’ oppure attraverso passaggi descrittivi ed impressionistici.
L’esecutore è trascinato nel vortice della propria musica ed è proprio questo notevole carisma a tenere la sala in assoluta sospensione ed in piena empatia.

Spazio anche al giovane contrabbassista Gewelt, figura discreta ma sempre presente a caricare il suono del trio di contenuti emotivi e di stimoli improvvisativi.

Le escursioni nel blues e nel jazz si manifestano anche attraverso la ritmica di Thowsen (che a suo tempo ha lavorato anche con Terje Rypdal, altro artista che ha contribuito a creare una vera ‘via europea’ o forse meglio ‘nordeuropea’ alla musica jazz).  Anche nel suo caso i pochi spazi che si è preso hanno rivelato notevole mestiere e perfetto senso dell’equilibrio.

La serata, di altissimio livello. è trascorsa in fretta ed il volto intelligente e furbetto, un po’ alla Bill Murray, di Dag Arnesen si rilassa in un sorriso accattivante e soddisfatto. Soddisfazione del tutto giustificata da una risposta di un pubblico che non lo vorrebbe più lasciare andare. Molto molto bravi.

http://www.mulemusic.no/dag/1.html

Marco Lorenzo Faustini

 

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