Daughtry a Milano, 13 marzo 2014. Foto e report del concerto

Una tranquilla serata di pop-rock americano. Questa la sintesi del concerto dei Daughtry a Milano il 13 marzo 2014. Ne è passata di acqua sotto i ponti quando lo avevo visto spaccare alla grande sul palco dell’Olympiahalle di Monaco di Baviera quattro anni fa. All’epoca Chris aveva voglia di fare il rocker, la sua band pestava durissimo e la scaletta era stata una bomba.

Qualcosa si è inevitabilmente rotto dopo la pubblicazione del terzo disco “Break The Spell” (2011). Come Chris mi ha raccontato oggi durante quattro chiacchiere scambiate in hotel, escludendo il singolone “Crawling Back To You”, la gente e le radio si filarono molto meno il disco rispetto al clamoroso debutto piuttosto che al buonissimo “Leave This Town“.

Daughtry – Chris Daughtry video ID for Italian Fans on MUZU.TV.

Che “solo” questo sia alla base della radicale svolta pop del cantante è difficile da credere, sicuramente le priorità artistiche cambiano nel tempo, “Baptized” include elementi elettronici e coretti di facilissima presa, manca sicuramente in impatto frontale e in generale sembra un lavoro che punta a raccogliere molti nuovi fan più generalisti. Intendiamoci, i Daughtry non hanno mai suonato heavy, anzi “It’s Not Over” non è certo un pezzo tirato, tuttavia il loro sound di oggi è quello di un’altra band, probabilmente più adulta e sicura delle proprie scelte, ma tremendamente meno energica e troppo lontana dal rock delle origini.

La setlist si mantiene su tempi cadenzati e medio-bassi, il pubblico (i Magazzini sono pieni per ben più della metà) apprezza il materiale e conosce anche i nuovi brani, il picco emozionale si avverte su “Traitor”, “Over You/No Surprise”, “It’s Not Over” e il singolo “Waiting For Superman”; “Home” la conoscono tutti ma il resto della serata (specialmente l’inizio, dove più di qualche perplessità serpeggia tra chi non è un die hard fan e si fa andar bene tutto) fatica pesantemente a ingranare.

O forse, più semplicemente, ero io che mi aspettavo troppo. Ero certo di rivedere quell’animale da palco che quattro anni fa preparò il terreno ai Nickelback, con un gruppo di musicisti tutto istinto e poca attenzione alla tecnica. Questa sera mi sono ritrovato davanti un singer eccellente e assai convinto della strada che ha intrapreso, sicuramente l’errore  è stato mio. Lui riempie le arene da diecimila posti in America, io scrivo che lo vorrei ancora vedere così come nel video qui sotto…


Pianti privati a parte, la reazione dei fans italiani è stata molto positiva. La band si è sentita più che benvenuta e si è resa conto che, per qualche motivo magico visto che bene o male i Daughtry qui sono a malapena stati trasmessi da Virgin con le ballatone, c’è un seguito fedele e appassionato. Questa cosa ha fatto molto piacere a Chris, che nell’ora e mezza a disposizione ha certamente offerto ai presenti una prova brillante e convincente. Chissà poi a quanti fan dell’ex piazzato ad American Idol faccia piacere il nuovo corso, quel che è certo è che la serata del 13 marzo è stata una tranquilla e piacevole serata di pop-rock americano melodico e piacione, quello in cui country, chitarre acustiche e qualche rara pesantezza rock convivono in un’armonia innocua e, a tratti, emozionante.

Scaletta: Baptized, Feels Like Tonight, Crawling Back to You, Battleships, Wild Heart / Life After You, In the Air Tonight (Phil Collins cover), Traitor, Over You / No Surprise, It’s Not Over, Waiting for Superman, September, Home, What About Now, Long Live Rock & Roll.



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