Davide Van De Sfroos – Palazzetto dello Sport, Verbania 1 giugno 2011

Van De Sfroos Verbania 1 Giugno 2011

Un Palazzetto dello Sport pieno in ogni ordine di posti è quello che accoglie Davide Van De Sfroos e la sua band in occasione della tappa Verbanese del suo “Yanez tour”.

Per la settima volta il cantautore fa tappa a Verbania, per quello che è “ormai un legame. Un legame che non limita, che non incatena, ma che casomai rende più liberi”, queste le parole con cui Davide saluta il pubblico presente, e poi via, con la solita carrellata di brani estratti un po’ qui e un po’ là, da tutti gli album della sua discografia. Pochi pezzi dall’ultimo “Yanez”, solamente sei: la title – track, accolta a gran voce dai presenti, “La macchina del Ziu Toni”, “Dove finisce il mare”, “Setembra”, che a Verbania non poteva non essere suonata (dopotutto è nostro compaesano il vincitore della lotteria di cui si parla nella canzone), “El Carnavaal de Schignan ” e la malinconica “Rosa del vento”, inclusa in una bella versione acustica di “Ventana”, eseguita a fine scaletta, appena prima degli encore. I soliti classici dall’esordio “Breva e Tivan”, e poi “Capitan Curlash” e “E semm partii” dall’album omonimo, generalmente poco considerato in sede live.

Scaletta molto eterogenea dunque, e una prestazione di Davide e di tutto il suo ensemble decisamente sopra le righe, con ospite sul palco Roberta Carrieri ai cori e alle percussioni di vario tipo. Due ore e mezza di spettacolo, un pubblico scatenato che ha ballato, saltato, pogato, cantato per l’intera durata del concerto, che a stento è stato in silenzio durante “Dove finisce il mare”, come richiesto dallo stesso Davide. E poi, come da tradizione, le immancabili cover, l’immancabile omaggio alle radici musicali del buon Davide, a quei Mostri Sacri che hanno senza dubbio lasciato un segno indelebile nel percorso artistico del musicista lacustre, e così spazio ad una bellissima ed ipnotica “Riders on the storm” di Morrisoniana memoria, e, a conclusione del set, un intenso omaggio a Bob Marley, nell’anno dell’anniversario della sua morte; così, per salutare i presenti e ringraziare per la passione dimostrata come di consueto, le parole scelte sono state quelle dell’inno alla pace “Three little birds”.

Com’è arrivato, così Davide ha salutato ed è sceso dal palco, lasciando in tutti l’ennesimo bel ricordo di uno show intenso, energico, divertente e ricco di passione per la musica genuina, sì, perché Van De Sfroos è uno di quegli artisti che lasciano la voglia di rivederlo all’opera, e tutti quanti ci auguriamo che anche l’anno prossimo il suo tour farà tappa da queste parti, tutti pronti, tutti sotto il palco, con tanta voglia di divertirci e cantare.

Corrado Riva

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