Deep Purple – Arena di Verona 18 luglio 2011

Deep Purple Arena Di Verona 18 Luglio 2011

Il rapporto dei Deep Purple con la musica orchestrale risale agli albori della band, tanto da aver aperto la strada alla contaminazione tra due generi che, alla fine degli anni sessanta, erano considerati assolutamente inconciliabili, ma che oggi nessuno si spaventa più ad accomunare. Già alla fine degli anni novanta la band aveva riproposto il famoso “Concerto For Group And Orchestra”, ma quello attuale è un tour un po’ differente, in cui la band, complice forse la dipartita di Jon Lord, si “limita” ad interpretare i propri classici accompagnata dai quarantotto elementi della German Neue Philharmonic Orchestra.

Che la serata sia di quelle speciali lo dimostra il fatto che la band abbia scelto la data italiana per la registrazione del prossimo DVD ufficiale, in uscita il prossimo inverno. D’altra parte, lo scenario offerto dall’Arena di Verona è di quelli che non si dimenticano e la band è parsa davvero sconvolta all’ingresso sul palco per l’immarcescibile attacco di “Highway Star”, che ha dato il via ad uno dei migliori concerti di Gillan e soci degli ultimi dieci anni. Sarà per via dell’entusiasmo di tornare a suonare con un’orchestra o per il fatto della registrazione del video, ma la band pare in forma come non mai: è palese che i cinque musicisti si divertano moltissimo, tanto da scherzare spesso tra di loro durante l’esecuzione dei brani. Basta inoltre dare un occhio alla setlist della serata per rendersi conto del tenore dello show: per essere la scaletta definitiva mancano solo “Child In Time” (che Ian non può più fare dalla metà degli anni novanta) e “Speed King”, che per chi scrive rimane un brano da eseguire sempre, ma è impressionante il numero di hit snocciolate in due ore tiratissime di concerto.

Insomma, gli arrangiamenti orchestrali hanno reso il tutto più epico, impreziosito pezzi come “Perfect Strangers” e “When A Blind Man Cries” (ideali per un contesto del genere) e, perché no, hanno conferito quel tocco di intellettualità che non guasta mai, ma la sensazione è che stasera siano stati i Deep Purple a fare la differenza.

Setlist: Highway Star – Hard Lovin’ Man – Maybe I’m a Leo – Strange Kind of Woman – Rapture of the Deep – Woman From Tokyo – Contact Lost – Guitar Solo – When a Blind Man Cries – The Well Dressed Guitar – Knocking at Your Back Door – Lazy – No One Came – Keyboard Solo – Perfect Strangers – Space Truckin’ – Smoke on the Water – Hush – Bass Solo – Black Night

Luca Garrò

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