Elio E Le Storie Tese – PalaSharp, Milano 4 settembre 2008

Il Supermassiccio Tour degli Elio e Le storie Tese non poteva non fare tappa a Milano, patria d’origine della stravagante formazione. E quale migliore occasione della festa organizzata al PalaSharp dal Partito Democratico che in queste settimane propone un cartellone davvero ricco di appuntamenti  importanti, e soprattutto ad un prezzo ragionevole?

Sul palco, come sempre, Elio e i suoi compagni sono imprevedibili ma questa volta in particolare sono soprattutto “eleganti” come ci tiene a precisare lo stesso Elio che, per buona parte della serata, riesce ad indossare uno smoking allacciatissimo nonostante il gran caldo perché: “l’eleganza non ha nulla a che fare con il caldo e la gente che suda”. Eleganti e affiatatissimi i membri della formazione che ripropongono per la gioia dei numerosi fan (il palazzetto era quasi pieno) una selezione dei grandi successi della band oltre ad alcuni pezzi scelti dall’ultimo disco “Studentessi”. La folla si infiamma su brani simbolo come “Tapparella”, “Pippero”, “Born to be Abramo”, “Amico Uligano”, “Uomini col Borsello”, “Pippero”… Una vera antologia farcita qua e là dall’inserimento dei pezzi tratti da “Studentessi” come “Ignudi tra i nudisti” o “Gargaroz”, che il pubblico comunque canta come fossero dei classici a riprova della fedeltà che lega gli Elio al loro pubblico.

Una nota a parte merita l’esecuzione di “Parco Sempione”. Elio ci tiene a ricordare la lotta fatta dall’amico Rocco Tanica per salvare il parco di Gioia e tra le righe lancia, a modo suo e senza alcuna retorica, un appello alla sua città perché si svegli. Prima del concerto, nell’area Coop accanto al PalaSharp, erano impegnati in un dibattito Sergio Chiamparino e il sindaco di Milano Letizia Moratti. Chissà se la prima cittadina milanese era ancora in zona  quando le migliaia di suoi concittadini (e non) hanno intonato a pieni polmoni: “… Sedicimila firme / niente cibo per Rocco Tanica / ma quel bosco l’hanno rasato / mentre la gente era via per il ponte / Se ne sono sbattuti il cazzo / ora tirano su un palazzo / han distrutto il bosco di Gioia / questi grandissimi figli di troia!”.

Alessandro Mornati

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