Bon Jovi’s secret show – Londra (UK), 5 novembre 2009

Immaginate di trovarvi in un locale intimo, che contenga non più di 400 persone, che non abbia barriere tra platea e zona stage, senza scenografie di sorta, senza security se non per regolare gli ingressi. Pensate quindi ai Bon Jovi, uno degli act più importanti nel mondo musicale, pensate a Jon Bon Jovi, a Richie Sambora, a Tico Torres e David Brian…fatto?

Bene. Ora cercate di unire le due cose: vi risulterà abbastanza complicato capire come sia possibile che un act simile si esibisca per una serata speciale (e francamente indimenticabile) a strettissimo contatto con un piccolo gruppo di fans selezionati tramite concorsi e un ancor più limitato numero di giornalisti musicali. Eppure tutto questo è accaduto, poche ore fa, all’interno della mastodontica struttura della O2 Arena di Londra. Aggiungiamo a tutto questo che l’audience è arrivata sul luogo utilizzando un battellone che partiva dalla zona di Waterloo, e che a showcase terminato è stato anche proiettato il film “When We Were Beautiful” che sarà contenuto come DVD nell’edizione limitata di “The Circle”.

Essere lucidi anche se non si è propriamente dei maniaci della band in questione è veramente complicato. I quattro, coadiuvati dai soliti impeccabili turnisti Hugh McDonald e Bobby Bandiera, hanno proposto alcuni brani dal nuovo cd in uscita oggi in tutto il mondo e alcune hit storiche della loro venticinquennale (e anche più…) carriera. “We Weren’t Born To Follow”, “When We Were Beautiful”, “Work For The Working Man” e “Superman Tonight” sono state le quattro rappresentanti della release citata poc’anzi, mentre “Who Says You Can’t Go Home”, “You Give Love A Bad Name”, “Lost Highway”, “It’s My Life”, “Someday I’ll Be Saturday Night”, “Wanted Dead Or Alive”, l’apertura con “Pump It Up” di Elvis Costello e una rivisitazione acustica di “LIvin’ On A Prayer” hanno colorato la setlist regalata dai Bon Jovi a un’audience felice, incredula, gasata ma incredibilmente disciplinata e rispettosa della band e attenta a non approfittare della situazione.

La band si è tremendamente divertita, era evidente la loro partecipazione e il loro coinvolgimento in ogni brano eseguito. Molto buona anche la resa degli estratti da “The Circle”, già parecchio conosciuti dal pubblico in sala.

Si ringrazia Universal Music Italy.
Salutiamo Max di Bon Jovi Club Italia.

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