Esperanza Spalding – APdM, Roma 14 novembre 2010

C’è un grande logo “ES” che viene proiettato sullo sfondo del palco, in attesa che arrivino i musicisti. Non saremo di fronte al classico caso di ‘piccola persona grande ego’?

A smentire in pieno quest’ipotesi maliziosa è l’ora e mezza di musica a seguire. Un viaggio che è un ritratto multidimensionale della musica di oggi, ma direi anche, senza retorica, della musica a venire, con derive e contaminazioni che vanno dal tango alla bossanova, dalla chacarera alla musica mitteleuropea.

C’è la gracilità di questa giovane artista (Oregon, 1984) contrapposta ad una personalità tanto intensa da non lasciare quasi respiro. Brano dopo brano la voce (degna della migliore Sheila Jordan) lascia spazio al contrabbasso. Il trio (con il piano e la batteria) lascia spazio all’altro trio, quello di archi.

E’ una serata dove non si ascolta mai quello che ti aspetti, dove non c’è nulla di banale, un accordo scontato, una scala prevedibile.

Dove ogni fraseggio è interpretato in diverse, cubiste, prospettive, in visioni poliedriche e dialettiche.

Dalla dolcezza alla cerebralità, dal colto al popolare, dal materiale più povero a quello più sofisticato. Ma nulla di quanto ascoltiamo sembra frutto di una manovra furba di scippo o di plagio.

Quello che più affascina è il progetto che c’è dietro, l’idea sullo sfondo che traccia, inevitabilmente, una rotta per il domani (del resto ti chiami o no Esperanza?).

E poi ci sono gli assoli: lunghi, bellissimi, spesso integrati uno nell’altro, dal contrabbasso al pianoforte passando per momenti in cui il trio d’archi è costretto a deporre la sicurezza effimera della musica scritta per avventurarsi nel territorio magico e misterioso dell’improvvisazione.

La quadratura del cerchio. E’ quello che ho pensato spesso ascoltando questi musicisti così geniali, così ben amalgamati, tanto concentrati ed attenti.

Certamente questa artista è destinata a grandi, grandissime cose. Le auguro, personalmente, tutto il bene possibile.

Esperanza Spalding, voce & contrabbasso
Leo Genovese, pianoforte
Quintino Cinalli, percussioni

Chamber Music Society string trio (violino, violino, violoncello)

Marco Lorenzo Faustini

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