Foo Fighters Codroipo Udine 13 agosto 2012

Scritto da Stefano Masnaghetti il 13 ago 2012

Foo Fighters in concerto a Codroipo (Udine) il 13 agosto 2012: l’appuntamento di Villa Manin era nell’aria da mesi, ben prima che l’annuncio ufficiale riportasse i Foo Fighters in Italia a così breve distanza dall’ultima esibizione. Impensabile quindi perdersi uno dei concerti dell’estate 2012 sin dal momento in cui lo show è stato confermato. La location che ha già ospitato (giusto per fare due nomi da poco) Iron Maiden e Anastacia e che, a settembre, ospiterà i Radiohead, è pronta ad accogliere Dave Grohl e compagni (21:15), preceduti dai Gaslight Anthem (18:15) e dall’attesissimo Bob Mould (19:20). Tantissimi fans (serata sold-out con oltre diecimila presenze) si sono accalcati agli ingressi sin dal primo pomeriggio, sfidando senza paura sole e caldo, nutrita anche la rappresentanza del Fan Club Italiano dei Foo Fighters

I Gaslight Anthem li rivaluteremo quando torneranno per le date da headliner, vederli solo come spalle di altri alla lunga può portare a conclusioni errate o affrettate. Si impegnano e hanno diversi “buoni” nomi dietro di loro, inoltre l’ultimo disco è valido. Futuro roseo. Bob Mould è stato invece l’uomo che ha fatto nascere più interrogativi nei presenti a questo concerto: “Scusa questi chi sono?” è stata la domanda più gettonata. Risposte varie: “Il padre di Brian Molko”, “Non lo conosco io ero qua per i Gaslight” o ancora “Bob Mould, suonava negli Hüsker Dü e negli Sugar”. Quest’ultima tuttavia lasciava ancora perplessi gli interlocutori, al che in un impeto di affetto, si accennava al fatto di come i Foo Fighters abbiano leggermente subito l’influenza colossale in termini di sound di Bob al momento della loro formazione nei nineties. Sperando che la prossima volta un salto su wikipedia e youtube sia alla portata di tutti, sottolineiamo come Mould e gli altri due sbarbati che l’accompagnavano abbiano offerto una prestazione solidissima e senza pause. Omaggiato nella ricorrenza del ventennale “Copper Blue” degli Sugar e sparata qualche chicca Husker, il Nostro si congeda per poi fare ritorno (molto più tardi) sul palco insieme ai FF per un paio di pezzi.

Già i Foo Fighters. Una band colossale, rodata, scatenata e al top assoluto della forma. Un gruppo che ha trovato la quadratura del cerchio con “Wasting Light” e con un modo di fare hard rock che piace anche ai poppanti. Foo Fighters che hanno tutte le carte in regola per diventare i “Boss” (termine usato non a caso) di un’intera scena, quella del Rock duro, da qui ai prossimi vent’anni: il senso di festa, di celebrazione e il coinvolgimento interattivo tra chi è sul palco e chi è a schiattare di entusiasmo sotto è oramai a livelli ultra terreni. I FF suonano due ore e mezza spaccandosi di fatica per intrepretare e rendere al massimo brani veloci, emozionanti, immediati e da delirio collettivo. E succede così dalla fatale doppietta iniziale “White Limo/All My Life” fino a “Everlong”, passando per le cover dei Pink Floyd e Tom Petty, hits dopo hits, chicca dopo chicca (“Aurora” e “This Is A Call”). Se Grohl è davvero dio, Taylor Hawkins è i 12 apostoli, Smear è stato un rientro decisivo e tutto il gruppo si diverte tantissimo a tritare chiappe di gente che la musica pesa al massimo la “vede” su Mtv o su Virgin come nessun’altro, per lo meno a livello mainstream. Vittoria completa? Sì uno dei concerti da podio per il 2012. Meglio dell’anno scorso? Sì meglio. I più “giovani” Re del Rock senza Pop davanti nel mainstream? Molto probabile.

Stefano Masnaghetti. Foto (1, 3, 4) a cura di Giuseppe Craca

Scaletta Foo Fighters:
White Limo
All My Life
Rope
Pretender
My Hero
Generator
Learn To Fly
New Way Home
Walk
Cold Day
Arlandria
These Days
Aurora
Monkey Wrench
Hey Johnny Park
This Is A Call
In The Flesh (Pink Floyd cover)
Best Of You
Times Like These
Dear Rosemary (w Bob Mould)
Breakdown (Tom Petty cover w Bob Mould)
Everlong


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