Giacomo Aula Trio – Casa del Jazz, Roma 29 maggio 2009

Giacomo Aula Trio
Giacomo Aula pianoforte
Scott White contrabbasso
Christoph Schlemmer batteria

Se c’è una cosa che mi piace, della CdJ, è lo spazio che periodicamente viene riservato ad artisti e gruppi giovani.
La serata che ha visto esibirsi Giacomo Aula ed il suo trio è stata particolarmente intensa, con momenti musicali profondamente sentiti, e con un umiltà, da parte dei componenti del trio, che lascia piacevolmente sorpresi anche pensando a tante ‘primedonne’ che si danno tante, troppe arie.
Aula lavora da tempo in Germania, a Berlino, ma spesso è in giro, per l’Europa e negli States sia come solista che come ‘sideman’.

Il primo brano è uno standard ‘The intimacy of Blues’ della coppia Ellington / Strayhorn, un’ottima scusa per scaldarsi le mani e gli animi. Poi si passa ad un brano originale, ‘Maggio’ dove sono le molte variazioni armoniche a rendere il fluire della musica davvero intrigante. Si nota l’esperienza nelle mani di Giacomo, quella sapienza che rende un solista in grado di giocare bene le sua carte, distribuire l’energia nel corso brano per evitare cali di tensione.

Insomma siamo di fronte ad un artista d’esperienza, e lo vediamo anche nel brano a seguire ‘Fedele’. Poi andiamo ad ascoltare ‘Agosto’, una ballad, brano rarefatto, con pochi essenziali movimenti armonici ma molto efficaci.
Anche qui si vede la compattezza del trio e la bravura del suo leader nel creare gli spazi e i presupposti per gli assoli dei due compagni. Il suono scorre naturale, piacevole, intenso. Purtroppo non c’è molto pubblico ma chi è presente è assai coinvolto delle emozioni che si spargono nel piccolo auditorium.

Poi arriva ‘ Further Search For Peace’, poi un brano di Bill Evans ‘Laurie’. Poi è la volta di un pezzo di Larry Schneider ‘Tomato Kiss’ (lo si può ascoltare in ‘Affinity’ di Bill Evans).
Prima di concludere con lo standard ‘Stella by Starligth’, Giacomo ci regala una bellissima ‘Song for Nino Rota’ dove ancora una volta ascoltiamo dell’ottimo materiale, frutto di lavoro e di ricerca e pieno di una cantabilità che sarebbe piaciuta al grande musicista cui il pezzo è dedicato.
Il bis è suonato dal solo Giacomo. ‘I love you Porgy’. Niente di meglio per concludere una serata di tanto gusto e speriamo di vederci presto. Io ci sarò, promesso!

Marco Lorenzo Faustini

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