Gods Of Metal Day I – Parco Nord, Bologna 27 giugno 2008

Aveva fatto troppo caldo tutto il giorno, sole disumano e temperatura equatoriale all’interno dell’Arena Parco Nord sin dalle prime ore della mattinata. Alla fine era ovvio che dopo l’1.30 di notte arrivasse il classico diluvio universale per onorare la presenza dei Judas Priest alla kermesse (…) e per ripristinare un minimo l’alternanza climatica che ancora persiste (benchè con irregolarità) in questa penisola.

Dopo la spataffiata iniziale inutile, cominciamo a celebrare l’ennesimo trionfo degli Iron Maiden in terra italica. Il Somewhere Back In Time tour ha fatto tappa a Bologna per la gioia di quasi 30mila persone, che hanno assiepato l’area concerti (priva di una zona d’ombra vera e propria, spostata all’esterno della cerchia comprendente il palco per discutibili motivi logistici, ndr) letteralmente invasati per le leggende del Regno Unito. Personalmente era l’undicesima volta che assistevo alla perfomance di zio Harris e compagni, e devo ammettere che in questo caso il livello è stato veramente stellare: non che abitualmente i Maiden deludano, ma quello di poche ore fa è stato sicuramente un set eccezionale, due ore di vecchi classici senza sosta e senza cedimenti, con un Bruce Dickinson (classe 1958) pazzesco sotto ogni punto di vista. La scenografia e i fuochi d’artificio (sì, c’erano), hanno dato il meglio sulle riproposizioni di “The Rime Of The Ancient Mariner” e “Powerslave”, attesissime come “Moonchild”. Dickinson ha annunciato un nuovo studio album (“Another” Matter Of Life And Death?) e conseguente tour nel prossimo futuro, segno che i ragazzi non hanno per nulla voglia di smettere. E meno male.

Il resto della giornata ha visto la buona esibizione degli sbarbatissimi Black Tide, la carica degli Airbourne, l’originale set degli Apocalyptica (che han fatto saltare tutti con le cover violoncellistiche di “Fight Fire With Fire” e “Refuse/Resist”) e il quadrato spettacolo dei rodati Rose Tattoo. Purtroppo sotto le aspettative lo show degli Avenged Sevenfold, che, probabilmente indispettiti dall’accoglienza non proprio tenera riservata loro dalla platea, hanno fatto il compitino senza osare nulla. Un peccato anche perchè c’era una buona rappresentanza di loro fans da soddisfare. Da salvare “Beast And The Harlot” e “Almost Easy”, il resto dei pezzi non ha esattamente brillato. Lauren ‘prezzemolina’ Harris infine ha mostrato ancora il suo buon lato estetico e il suo trascurabile lato musicale, ma alla fine va bene anche così.

Scaldiamo i motori per la giornata di sabato che vedrà una bill votata all’estremo e che molti aspettano con ansia. At The Gates, Meshuggah, Carcass e Slayer valgono sicuramente il prezzo del biglietto.

Iron Maiden Setlist (show length 2 hours): Aces High, Two Minutes To Midnight, Revelations, The Trooper, Wasted Years, The Number Of The Beast, Can I Play With Madness, The Rime Of The Ancient Mariner, Powerslave, Heaven Can Wait, Run To The Hills, Fear Of The Dark, Iron Maiden, Moonchild, The Clairvoyant, Hallowed Be Thy Name.

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