Green Day – Forum Assago, Milano 16 gennaio 2005

Per un grande fan dei Green Day, un loro concerto è un grosso evento, per una persona cresciuta con i pezzi di “Kerplunk”, “Dookie” e “Nimrod” avere finalmente la possibilità di trovarsi i tre pazzi californiani a qualche metro che suonano i tuoi pezzi preferiti non è certo un’esperienza comune, aggiungendo a ciò il fatto che i tre suddetti dopo un disco come “Warning”, non certo all’altezza di quelli che li hanno resi celebri e dopo tre anni di attesa, ne sfornano uno decisamente sopra la media quale è “American Idiot”, beh, permettetemi di attendere l’evento con una certa emozione. Il concerto era sold out ormai da un mese, complici sicuramente i canali di informazione musicale che hanno riportato sul piedistallo un gruppo che sembrava quasi finito e che sicuramente ha sfruttato al meglio la situazione politica e di dissenso nei confronti dell’amministrazione Bush.

Sono stati venduti quindi tutti i biglietti ed è un colpo d’occhio magnifico il forum di Assago, dodicimila persone trepidanti e un grande palco con scenografie mutevoli che accompagneranno il corso dello show. Ad aprire i Green Day gli americani New Found Glory, un’oretta di musica senza grandi pretese, ma che aiuta ad aumentare ulteriormente l’attesa nei presenti.

Finalmente sul palco i Green Day, luci spente, si attacca fortissimo con “American Idiot” e il pubblico va in delirio, un’unica massa di gente che canta, si muove, salta, è una vera e propria festa. Seguono altri pezzi dall’ultimo album, “Jesus of suburbia” (eseguita interamente in maniera magistrale), “Holiday”, “Are we the waiting” e “Saint Jimmy”, non c’è un attimo di tregua. Billie Joe è il solito anfitrione, si muove in continuazione, conversa con il pubblico, lo incita, il palco è la sua vera dimensione, ha la gente in pugno con un solo sguardo e lo sa bene. Seguono altri brani ripescati tra gli album precedenti, “Hitchin’ a ride”, “When I come around”, “Basket case” (il delirio più assoluto), oltre al classico momento in cui un paio di spettatori salgono sul palco e suonano insieme a loro, con stage diving finale. Il concerto si chiude con una sentita e acclamata “Time of your life”, poi è veramente tutto.
I Green Day si sono rivelati una delle migliori live band del momento, un’esecuzione impeccabile, suoni ottimi e una presenza scenica da fare impallidire il 90% dei gruppi in circolazione. Merito soprattutto di Billie Joe, questo è vero, ma anche di una band che nel corso degli anni nel bene e nel male è rimasta sempre la stessa e la cosa è ben evidente dall’incredibile intesa che i tre hanno sul palco.

L.N.

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