Guns N’ Roses – Forum, Assago (MI) 5 settembre 2010

Eravamo tutti abbastanza convinti di dover attendere ben oltre l’oretta scarsa di ritardo con cui Axl Rose, Dizzy Reed e gli altri turnisti si sono presentati on stage. Tutto sommato quindi, la serata è iniziata col piede giusto.

Axl ha cantato bene, molto meglio rispetto alla sua apparizione italiana del 2006, ha corso parecchio e si è sbattuto per coinvolgere un pubblico che ha risposto, prevedibilmente, alla grande ogni qual volta un classicone dei Guns veniva riproposto. Sedici pezzi in tutto, escludendo assoli e jam strumentali assolutamente inutili, per un concerto che non ha deluso i convenuti. Le lunghe pause che si è preso Mr. Rose sono abbastanza giustificate da una già citata resa vocale più che buona e per i ripetuti cambi d’abito, che hanno visto il frontman apparire agghindato in vari modi, alcuni estremamente tamarri e trash.
Che dire dei musicisti coinvolti in questa sorta di cover band: tutti molto preparati e anche addestrati a essere zarri al punto giusto, su tutti Dj Ashba, buon esecutore ma cialtronesco nei suoi richiami a Slash con tube improponibili e anche un cartello di troppo riferito al chitarrista storico dei GnR. Per azzardare un paragone certamente rischioso e probabilmente impopolare, potremmo affermare che nel 2010 Axl vince proponendo uno show nel senso più ampio del termine (megaschermi, scenografie, pose, etc) e reggendo dignitosamente un’ora e mezza globale di impegno vocale; Slash di contro punta maggiormente sulla concretezza e sull’impatto del rock and roll, lasciando agli altri lustrini e apparenza.
A voi la scelta, ricordandovi che né Chinese Democracy, né tanto meno il solista di Slash valgono la metà del più brutto pezzo contenuto su Appetite For Destruction. Nessuno chiede reunion (che avverranno probabilmente di fronte all’assegno giusto prossimamente…, ndr) o dischi capolavoro (li hanno già scritti), ma non si sente più alcuna necessità di vedere in giro due versioni dei GnR che, spettacolo per nostalgici a parte, non sono state in grado di proporre qualcosa di veramente interessante dal post split a oggi.

Setlist: Chinese Democracy, Welcome To The Jungle, It’s So Easy, Mr. Brownstone, Sorry, Richard Fortus Guitar Solo, Live And Let Die, This I Love, Rocket Queen, Dizzy Reed Piano Solo, Street Of Dreams, You Could Be Mine, DJ Ashba Guitar Solo, Sweet Child O’ Mine, Another Brick In The Wall, November Rain, Knockin’ On Heaven’s Door, Instrumental Jam, Nightrain, Madagascar, Instrumental Jam, Paradise City.

Piero Lisergi

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