Guru – Alcatraz, Milano 27 settembre 2006

Anni fa ci capitava, spesso, di fischettare "No Time to Play" tra la doccia e un ingorgo in via Farini. Ci pareva piacevole sentire miscelati jazz e hip pop, campionamenti eterogenei che avremmo poi chiamato Nu jazz.
Ci sorprendeva che un rapper di culto, tale Guru, leader dei GangStarr avesse una sensibilità rara da rintracciare nella New York del Bronx.

Era il 1993, il disco si chiamava "Guru JazzMatazz volume 1", a cui sono seguiti almeno altri tre capitoli, certamente non sorprendenti come il primo, ma assolutamente piacevoli.
E con tali premesse, tali dolci ricordi siamo corsi mercoledì scorso all'Alcatraz di Milano per vedere ai piatti la leggenda nera che aveva osato ibridare rap e jazz.
Un Guru che però, da questo punto di vista, non osa più.
Un concerto da leccarsi i baffi sicuramente per gli amanti dell'hip pop old school, un tripudio di braccia alzate e gesti tipici, cappellini calati sulla fronte e jeans dal cavallo più che basso.
Un ora e passa di rap, il Guru è tornato. Lo aspettavamo?

Grazie a Claudia Bergonzi

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