Heineken Jammin’ Festival 2008 – Parco San Giuliano, Mestre (VE) 20-22 giugno 2008

 

Il tempo quest’anno è stato clemente e ci ha restituito in parte (solo in minima parte, sigh..) quello che ci aveva tolto lo scorso giugno. Tre giorni di sole cocente hanno infatti accompagnato l’edizione 2008 dell’Heineken Jammin’ Festival, l’evento musicale più grande organizzato nel nostro paese ormai da undici anni.
Il bill non era di certo quello dell’edizione passata, forse anche per questioni di budget, ma, a conti fatti, non ci si è davvero potuti lamentare. Il primo giorno della kermesse, quello punk oriented, ha visto calcare il palco di Mestre artisti quali Iggy Pop (solita sicurezza), e gli attesissimi Linkin Park e Sex Pistols. I primi hanno regalato uno show emozionante, tiratissimo e che ha messo in evidenza tutte le doti di un gruppo che, dal vivo, ha davvero una marcia in più. Sconvolgente la performance vocale di Chester Bennington che ha lasciato allibiti fan della prima ora e gente, come me, che lo sentiva per la prima volta dal vivo.
Terminato il loro concerto, ecco che sul secondo palco sono apparsi loro, le icone assolute (e un po’ plastificate) del punk, i Sex Pistols. Un Rotten visibilmente sbronzo ha insultato e sputato per tutta la durata del set come da tradizione, ed è riuscito a cantare praticamente tutto quello che il gruppo ha registrato (non che ci volesse molto per fare un intero album…), mentre gli altri finalmente hanno imparato a suonare. Il bello, però, era proprio il fatto che un tempo non lo sapessero fare…

Il secondo giorno, quello di Vasco, credo sia servito all’organizzazione per recuperare i soldi persi l’anno passato. Avendo a disposizione sì grandi nomi, ma non certo Aerosmith, Pearl Jam e Smashing Pumpkins, basta puntare sempre su di lui per garantire la riuscita del festival e fare mega introiti. Va detto poi che, se in studio può aver sbagliato qualcosina, dal vivo è una certezza assoluta e uno dei pochi concerti in Italia da vedere assolutamente prima di morire. La scaletta è stata da brividi, una delle migliori degli ultimi anni, anche se sinceramente speravo in pezzi che non mi farà mai più, come “Alibi” o “Domani Sì, Adesso No”. D’altra parte, per una persona che vedeva il rocker di Zocca per la prima volta, penso non ci sia niente da dire: il concerto della vita. Per me, alla ventiduesima, valgono solo le mega chicche: “T’immagini”, “L’uomo che hai di fronte”, “La Noia” e “Va Bene, Va Bene Così..” su tutte. Sempre il più grande.

Il giorno seguente l’attesa è tutta per gli headliner, Alanis Morrisette e Police. Va detto che la curiosità maggiore era rivolta verso l’artista canadese, che mancava da un po’ dal nostro paese, mentre i Police erano passati da poco tempo da Torino. Forse anche per questo, oltre che per il fatto di capitare di domenica e con l’aggiunta di Italia – Spagna, il numero di spettatori era davvero imparagonabile a quello delle precedenti serate. Ciò nonostante gli show sono stati di livello elevatissimo, tanto che gli stoici spettatori che hanno resistito agli infausti supplementari della partita hanno potuto godere di una grande serata. Per i Police si è trattato anche dell’ultimo show sul nostro suolo, a meno di incredibili ripensamenti. I classici del gruppo si sono susseguiti uno dietro l’altro e questo, per chi ama la musica non può che essere una cosa piacevole. L’unico neo, forse, l’alchimia tra i tre, che pare essere molto inferiore a quella di un tempo e la sensazione che svolgano solo il loro compitino rimane costante per tutto lo show.
Nel complesso, comunque, un festival che passa con sufficienza pienissima gli esami del dopo – tifone e che conferma che la location scelta a partire dallo scorso anno non era poi così azzardata…

L.G.

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