I Cosi – Scimmie, Milano 17 marzo 2008


 

Warning: lettera un po' DeModì a I Cosi

Un amore a progetto è quello che ci offre il mercato e io danzo i miei sogni antichi, di quando non ero ancor nata, quelli che suonate voi, di quei tempi eleganti che oggi ci fan sentir retrò…
Di notte son venuta alle Scimmie a riprendermi quel che non ho, quella musica che rimanda la mente agli anni '60 italiani, che strofina le corde dell'anima, che pizzica la pelle bianca di Luna, che mi fa rigirare fra lenzuola di seta mentre la penombra accarezza i miei capelli. Che notte sarà? Accadrà, la vedi nei miei occhi, d'azzurro stregati. Con i venti d'oriente gitano danzano le mie ali e la notte ora sa che non son gelosa della Musica, Dea meravigliosa, che mi fa bere a pieni occhi lo stupore della vita. Foglia incantata da masticare per strafarsi di viniliche emozioni. Dolce è la dimenticanza e Milano diviene una farfalla che vibra, racchiusa, per un paio d'ore protetta in un vaso prezioso, la vostra poesia.

 

 

 

  

 

Oh, Cosi, d'eleganza brilla quel che fate, come quella Luna che ulula e trema per l'emozione di sentirsi viva e vera.
Una rosa fra i capelli può cambiar lo stato d'animo. Voglio vivere così, con un fiore fra i capelli ed un vestito leggero, con la musica fra le mani, pronta da scagliare a chi incroci il mio sguardo.
Folle è chi aspetta una nevicata ad agosto e un po' così rimango dopo il vostro live, con la schiena coperta solo da uno scialle di lana, col vento tiepido che si avvicina, con la visione di un viaggio in divenire, in lande dove uomini e donne senza terra abbiano come unico impegno quello di ascoltare il fluire dell'essere.
Un po' come Modì, il mio corpo e la mia anima, in quella musica “Così”, son intenti a ridere e danzare lontano da ogni malinconia.

Grazie a Melissa Mattiussi

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