I-Day 2010 – Arena Parco Nord, Bologna 4 settembre 2010

Il paradiso per gli amanti del pop punk, gli adolescenti del 2010 ma anche quelli che lo erano una decina di anni fa: 27000 persone, stando alle cifre ufficiali, sono accorse all’Arena Parco Nord di Bologna per il ritorno in Italia dei Blink 182, una delle band che alla fine degli anni Novanta ha permesso di sdoganare queste sonorità ad un pubblico vastissimo.

Ad accompagnare i californiani quattro act, a cui sono stati concessi dei tempi più che sufficienti per la loro proposta: dai 45 minuti degli italiani Leeches ai 105 dei Blink 182, sono state ben 8 le ore di musica che hanno animato la giornata. Spazio praticamente nullo per le altre attività collaterali all’interno dell’Arena: pochi banchetti e un paio di meet and greet, affollatissimi, per All Time Low e Sum 41. Carenza che comunque è compensata dall’enorme Festa dell’Unità, che circonda l’esterno dell’area.
Escludendo i Sum 41 (e i cancellati Pennywise), ai Leeches il compito di proporre il materiale più punk e “duro” della giornata. Ampio spazio a “Get seriuos”, uscito quest’anno, per tre quarti d’ora di punk hardcore vecchia scuola.

Gli All Time Low, del lotto, sono la band più seguita dagli attuali teenager: proprio per questa ragione, sono stati acclamati ma anche fischiati, facendo partire i primi cori nei confronti degli headliner (…, ndr). On stage non troviamo gli sbarbatelli delle foto promozionali di “Nothing personal”, ma una band che, pur avendo un look curato e studiato, è più adulta, al punto che sembra passata una vita da quel semplice scatto. Dal lato musicale siamo comunque di fronte ad uno show senza infamia e senza lode da parte di un gruppo che, se si dovesse giocare le carte nella maniera giusta, è destinato ad un buon futuro.

Di tutt’altra pasta lo spettacolo dei canadesi Simple Plan, ancora in tour per supportare l’omonimo disco uscito nel 2008 ma con il nuovo in fase di definizione. Detto tra noi, i cinque del Quebec, escludendo Sébastien Lefebvre, non hanno l’immagine di ragazzi belli e modaioli pronti a sfondare da un momento all’altro, ma hanno dalla loro la bravura di proporre uno show che ha sorpreso tutti. Inoltre, hanno come cartucce alcuni brani bomba come “Welcome to my life” e “When I’m gone” (primo singolo tratto dal disco omonimo, e piazzata ad inizio scaletta) che sono già classici del genere e molto conosciuti anche fuori dal giro del pop punk. 75 minuti sorprendenti, nella speranza che questi cinque ragazzi franco-canadesi sfondino definitivamente anche qui in Italia.

I Sum 41 di Deryck Whibley, noto più per le sue relazioni con Paris Hilton e Avril Lavigne che per la sua carriera musicale, vincono a man bassa il premio di miglior band della serata. Escludendo i Leeches, si prendono anche lo scettro di band più “hard” dell’IDay, grazie ai loro brani che esplorano sonorità inusuali come il rapcore o l’heavy metal. Band che si prende il lusso anche di proporre un paio di cover, come “Paint it black” dei Rolling Stone e una parte (assolo incluso) di “Master of puppets”: della seconda canzone, il coro dei 27000 dell’Arena Parco Nord è stato impressionante a livello di decibel. Come per i conterranei Simple Plan, anche i Sum 41 hanno brani che sono già inni generazionali: non a caso con “Fat lip”, “Over my head” e “Still waiting” il pubblico è andato in delirio, costringendo la security a fare gli straordinari per l’eccessivo body surfing. Anche per loro un’immagine relativamente semplice e poco montata: escludendo il frontman, con un look punk che lo fa sembrare molto più vecchio dei suoi 30 anni anagrafici, per gli altri poco da segnalare, fino all’eleganza di Jason McCaslin, vestito con camicia e cravattina. Alla fine del concerto, i Sum 41 raccolgono le meritate ovazioni, dimostrando che anche per loro la grande notorietà, quella dei grossi numeri, è solo questione di tempo.

Il ritorno sulla scena del delitto dei Blink 182, quell’Arena dalla quale furono cacciati in malo modo una decina di anni fa, è stata fin dall’inizio la grossa sorpresa del bill dell’IDay. Come inaspettato è stato l’enorme successo ottenuto dai californiani, partendo dal sold out arrivato a ridosso dell’evento e arrivando all’attiva partecipazione dei convenuti per ogni minuto dello show. Fortuna vuole che la band fosse in forma, viste le notizie di show di qualità altalenante nelle varie date tra il 2009 e quest’anno. Tom DeLonge resterà un bravo mestierante alla chitarra ma è troppo stonato vocalmente, indubbiamente meglio il bassista Mark Hoppus. Ai due però riesce con ottimi risultati il ruolo di showmen con i vari siparietti comici tra i vari brani o all’interno delle stesse canzoni. Ma il vero motore della band resta Travis Barker, batterista dal talento mostruoso che non sbaglierà un colpo in tutta la serata e che avrà occasione di mostrare le sue innate capacità in un lungo assolo di batteria nel quale si mescolano sonorità hip hop ed elettroniche. Una scaletta best-of, perfetta per questa reunion tra le più attese degli ultimi anni, nella quale i 25enni di oggi tornano indietro d’improvviso ai tempi delle superiori, quando canzoni come “What’s my age again?” e “Adam’s song” erano la colonna sonora degli “alternativi” del tempo. Canzoni che comunque sembrano avere raggiunto già lo status di evergreen, visto che sono state cantate anche da quelli che sono teenager oggi…
Lo show dei Blink 182 chiude un Iday di altissimo livello, con un’affluenza esagerata nella giornata di sabato che compensa quella non esaltante del giovedì. Dopo il flop (non voluto) dello scorso anno e la pausa del 2008, la speranza è che non sia destinato a scomparire e resti il festival di musica alternativa che chiude, con grande qualità, l’affollata estate degli open air.

Blink 182 setlist: Dumpweed – Feeling This – The Rock Show – What’s My Age Again? – Violence – I Miss You – Stay Together For The Kids – Down – Always – Stockholm Syndrome – First Date – Man Overboard – Don’t Leave Me – Not Now – All The Small Things – Reckless Abandon – Josie – Anthem Part Two – Drum Solo – Carousel – Dammit – Family Reunion

Nicola Lucchetta

Condividi.