In Flames – Alcatraz, Milano 27 settembre 2011

In Flames Alcatraz Milano 27 Settembre

Si è tenuta a Milano l’unica data italiana del tour di “Sounds of a Playground Fading”, decimo lavoro in studio degli svedesi In Flames.

L”arduo compito di aprire la serata è stato affidato ai Noctiferia, gruppo sloveno industrial metal in circolazione dal 1996. Sebbene gli sloveni non abbiano mai raggiunto livelli di fama stratosferici in Italia, riescono a portare a termine la loro missione. Dopo un inizio un po’ freddino, infatti, il vocalist Gianni Poposki incita gli spettatori a non essere così timidi. La formazione di Ljubljana intrattiene il pubblico, non molto numeroso ad onor del vero, per circa una quarantina di minuti con un sound industrial che strizza l’occhio qua e là ad elementi black metal. Fra tutti i brani, quello da segnalare è senza dubbio “Demoncracy”, singolo del 2010. Semplice, essenziale, diretto.

Finalmente alle 21 spaccate, con il locale pieno solo a metà, fanno il loro ingresso Anders Fridén e soci. L’inizio è all’insegna di “Sounds of a Playground Fading” e dalla prima nota è ben chiaro che gli svedesi sono in grandissimo spolvero. Nonostante qualche tempo fa avessimo accolto il disco con diverse perplessità, bisogna ammettere che dal vivo ha tutto un altro tiro, in parte perché si sente meno la svolta melodica ma soprattutto perché gli In Flames sono dei trascinatori, veri e propri animali da palcoscenico. Fridén è un fiume in piena, dopo le prime tre canzoni si ferma e parla ai fan, per dire quanto sia contento di essere a Milano e per chiedere a chi lo sta guardando in quel momento di far sentire la propria voce. Ed il pubblico non può che esaudire la richiesta. A differenza dell’impressione avuta nei primi dieci minuti, ossia che il concerto sarebbe stato focalizzato quasi esclusivamente sull’ultimo cd, si succedono una serie di pezzi estratti da diversi album, a partire da “The Hive” (contenuta in “Whoracle”) fino ad arrivare a  “Only for the weak” (di “Clayman”).

Il pogo è una delle costanti della serata, l’energia è palpabile e i fans smettono di saltare solo nelle pause in cui Anders parla. I boati, però, arrivano con “Trigger”, cantata a piena voce come un coro da stadio, “Cloud Connected” e soprattutto “Come Clarity”, durante la quale il frontman rivolge diverse volte il microfono verso la folla per lasciare ai suoi ammiratori la possibilità di cantare per lui e i suoi compagni. E’ un momento in cui tutti, fans e non, si lasciano andare. “Take This Life” è la prescelta per il commiato, la conclusione perfetta per chiudere 90 minuti di un’esibizione impeccabile dal punto di vista vocale e degli arrangiamenti. Unica pecca: l’acustica che in alcuni momenti dava un effetto ovattato agli strumenti.

Un concerto dove a farla da padrona è stata, oltre alla bravura tecnica dei musicisti, la grande carica che la band ha trasmesso al pubblico. Perché è questo lo scopo dei concerti: dare qualcosa di sé e in cambio nutrirsi del calore della gente. Possiamo dire con certezza che questo scambio reciproco, agli In Flames, è riuscito alla grande.

Setlist:
Sounds of a Playground Fading – Deliver Us – All For Me – Trigger – Alias – Colony – Swim – The Hive – The Quiet Place – Where the Dead Ships Dwell – Fear Is The Weakness – Come Clarity – Insipid 2000 – Only for the Weak – Delight and Angers – Cloud Connected – The Mirror’s Truth – Take This Life

Claudia Falzone

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